USE YOUR ILLUSION I e II: gli album evento dei Guns N’ Roses

Il 17 settembre 1991 uscirono contemporaneamente due album omonimi dei Guns N' Roses, contententi pezzi emblematici per un evento discografico più unico che raro. 

I Guns N' Roses non mancano mai di sorprendere i loro fan. Lo fecero fin dall'inizio, nel 1991, quando pubblicarono - insieme -due album di inediti per sfamare la bramosia degli ascoltatori.

29 anni fa uscivano USE YOUR ILLUSION I & II, contemporanei e omonimi, a parte l'identificazione con il numero romano. I dischi accompagnarono il tour Use Your Illusiondella durata di due anni, dal 1991 al 1993. Un evento discografico grandioso da tutte le angolazioni, che non poteva rinunciare a brani iconici e leggendari. 

Ognuno di questi raccoglie un frammento di storia dei membri della band. A partire da una dichiarazione di intenti musicali, che si allontanavano dalle prime sfumature sporche e graffianti per direzionarsi su una curva più morbida e classica, senza però dimenticare l'inno sfrenato al rock 'n roll. Così l'album si colloca cronologicamente dopo APPETITE FOR DESTRUCTION e G N' R LIES e accompagna i giovani musicisti dell'esordio verso una carriera votata al successo. 

Mentre il secondo album contiene 14 tracce, il primo ne conta 16, tra cui splende di luce propria November Rain. Un brano lungo, elaborato, spirituale, conservato dal 1983 da Axl Rose prima di trovare la luce. Sicuramente una scommessa e un investimento per la band, che spese 1,5 milioni per il famosissimo video, dove Slash divampa con l'emblematico assolo sullo sfondo di una chiesa in legno, costruita con 150.000 dollari. Ma non è l'unica perla del primo album, che si avvale anche dell'iconica Don't Cry. Quest'ultima è legata a una diatriba amorosa tra Axl Rose e il chitarrista Izzy Stradlin. 

Sembra infatti che i due si contendessero una ragazza, ma quest'ultima scelse Izzy. Subito dopo trovò Axl, da solo, su una panchina a piangere, e gli disse "Don't Cry, Bill" (Il vero nome di Axl era William Bailey Rose). La scintilla fu immediata e il frontman usò la delusione amorosa a suo favore per creare uno dei pezzi più belli della storia della musica. 

E non solo, perché forse per la prima volta in assoluto, uno stesso brano comparve in due versioni diverse su due dischi omonimi usciti lo stesso giorno. Insomma, un evento unico nel suo genere. 

Ci sono poi le altre canzoni di una vita, che si sviluppano tra il primo e il secondo album. Tra queste You Could Be Mine, Live and Let Die Knockin' On Heaven's Door. Le ultime due, rispettive cover di brani scritti da Paul McCartney e Bob Dylan. Così i Guns N' Roses non si fanno mancare neanche i grandi nomi, con due album che vinsero sette dischi di platino.

E nonostante la band risulti diversa dagli esordi più urbani e inclinata verso uno stile lievemente più borghese, il loro è un indiscusso caso discografico. Basti pensare solo alla carica emblematica dei colori delle due copertine, opere dell'artista Mark Kostabi e ispirate a La Scuola di Atene di Raffaello: rosso e blu, come le pillole di Matrix!

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