Ecco la vera storia di Zucchero e Miles Davis

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Per tutta la sua carriera Zucchero ha collaborato con grandi artisti italiani e internazionali: pensiamo a Mia Martini, Pino Daniele, Ivano Fossati, B.B. King, Iggy Pop, i Queen, Clarence Clemons… oggi vogliamo raccontarvi la storia del suo incontro con Miles Davis, nel 1988.

In quell’anno, il matrimonio di Zucchero era profondamente in crisi. Tanto che i due coniugi vollero risollevarne le sorti con un viaggio lontano da tutto e da tutti, una vacanza alle Maldive che avrebbe dovuto risanare le vecchie ferite.

Tracce della crisi tra i due si ritrovano fortemente in BLUE’S, uscito nel 1987: l’album di svolta del cantante nasceva da una relazione ormai in bilico. Tracce come Senza Una Donna e Non Ti Sopporto Più si riferivano proprio al rapporto con l'allora moglie Angela Figlié. Pippo invece era un richiamo all’amico del cantante, che nel momento di maggior fragilità della sua relazione aveva corteggiato Angela.

Fatto sta che neanche alle Maldive si poteva sfuggire a quei problemi così radicati nella coppia: dopo tre giorni, nel pieno della notte, squillò il telefono. Dall’altro capo del filo una voce che sembrava dire delle assurdità.

Guarda, sono qui con Miles Davis, che ha sentito "Dune Mosse" alla radio in un ristorante in Italia l’altro giorno. Gli è piaciuta, e vorrebbe suonarla.

Zucchero non ci pensa due minuti: nel dormiveglia borbotta che ha altre cose di cui preoccuparsi, che gli dispiace ma vuole essere lasciato da solo. È convinto che si tratti di uno scherzo, e attacca il telefono. Come biasimarlo? D’altra parte Zucchero non aveva mai conosciuto Miles Davis, e solo negli ultimi tempi stava conoscendo il successo, proprio grazie a BLUE'S.

Fatto sta che il telefono squilla ancora, e la voce insiste, cerca di convincere Zucchero, e alla fine lui, un po’ scettico, cede. L’appuntamento tra Miles Davis e Zucchero è fissato… al primo aprile. Fornaciari pensa sempre di più a uno scherzo, ma si presenta a New York, lasciando la moglie al mare e così anche le speranze di recuperare l’amore ormai perduto.

A primo impatto, non sembra che lasciare tutto per Miles Davis sia valsa la pena: appena arriva, il musicista non perde tempo in saluti e avvisa Zucchero che sta suonando in una tonalità sbagliata. Zucchero rimane di ghiaccio, ma ribatte: ha scritto lui il brano, saprà in che tonalità è o no? Alla fine la tensione si spezza, quando Fornaciari capisce che Miles Davis deve aver ascoltato Dune Mosse su uno stereo scarico, che ha quindi abbassato la tonalità del disco. Da qui, i due vanno lisci come l’olio, registrano cinque versioni di Dune Mosse e l’ultima è la prescelta.

Davis dice a Zucchero di tenere quella e di eliminare le note sbagliate, anche se, dice: secondo il mio amico Gil Evans nel blues e nel jazz non esistono note sbagliate. 

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