Quando Martin Scorsese ritoccò il baffo di Neil Young

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Nel 1978, Martin Scorsese diresse L'ultimo valzer, il film concerto d'addio del gruppo The Band con celebri ospiti, tra cui Neil Young, per cui fu necessario un ritocco... estetico sotto il naso. Volete saperne di più?

Settantacinque anni e Neil Young è ancora un ragazzino con la chitarra in mano. Con i basettoni, il cappello e la camicia a quadri, il cantante e chitarrista canadese marchia a fuoco la sua firma nella storia della musica. Una vera e propria icona, contando che il suo stile country-folk ha contraddistinto ben tre generazioni. E tra collaborazioni di successo e brillanti hit, Neil ha esternato sempre spirito d'iniziativa e una passione per il cinema.

Lo dimostra la sua recente collaborazione, nel 2018, al film sperimentale tra musica e western Paradoxdiretto da sua moglie Daryl Hannah. Nella pellicola, Neil veste i panni di attore e redattore della colonna sonora. Ma la sua collaborazione con il grande schermo ha radici più lontane e risale alla fine degli anni Settanta, quando il cantante, insieme a una schiera di celebri musicisti, partecipò al film concerto di The Band, diretto nientemeno che da Martin Scorsese.

Il regista aveva già lavorato come montatore al film Woodstock (1970), dando il suo contributo creativo a un'epoca che trasudava rock e ne faceva sua componente vitale. Così non c'era niente di meglio che riportare la musica al cinema, celebrando il concerto di addio della Band - con la B maiuscola - di Robbie Robertson. 

Il concerto si tenne il 25 novembre 1976 alla Winterland Arena di San Francisco. Parteciparono ospiti del calibro di Bob Dylan, con la sua Forever YoungJoni Mitchell, Eric Clapton, Van Morrison, Ringo Starr e molti altri. Tra di loro anche Neil Young, che all'epoca aveva già pubblicato otto album e collaborato con Crosby, Stills e Nash. Insomma, sin dagli inizi si prevedeva un concerto con i fiocchi e un esplosivo addio per i cinque musicisti americano-canadesi che avevano suonato insieme per dieci anni, con tanto di frequenti collaborazioni con Bob Dylan. 

Oltre all'indubbia qualità estetica che accompagna la pellicola di Scorsese, interessanti sono anche i retroscena del backstage, come da manuale rock, avvolti da effluvi di alcool e droga. Tutti i musicisti, durante il concerto, tirarono cocaina a non finire, ma Neil Young non si pulì abbastanza bene il naso. Tanto che, durante l'esibizione di Helpless gli rimase un po' di polverina bianca sul baffo.

Scorsese se ne accorse solo in fase di montaggio e non credette alle parole del manager di Young, Elliott Rogers, che sosteneva si trattasse solo di glassa. Per il regista non era un problema, anzi disse che quel dettaglio avrebbe conferito più realismo all'opera. Ma Rogers si oppose, per non rovinare con i media l'immagine di Young - come se i fan non lo sapessero- e chiese di aggiustare il tiro.

In quel frangente fu quindi adottata una costosissima strumentazione digitale per ritoccare il problemino. E nessuno, all'apparenza, seppe mai di quel magico intervento all'ultimo...

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