Perché Brian Molko non smetterà mai di ringraziare David Bowie

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Brian Molko, il frontman dei Placebo, esordì sotto l'ala del Duca Bianco... Volete saperne di più?

Una fiaba d'amore è quella tra i Placebo e David Bowie. Nel 1996, il Duca portò la band esordiente sul palco del Palatrussardi di Milano, davanti a un pubblico di 7000 persone. Una grandissima emozione per il gruppo britannico, il cui frontman, Brian Molko, sin da piccolo venerava Bowie come un Dio. La prima volta lo vide a 10 anni nel videoclip di Ashes To Ashes in cui il Duca vestiva i panni di Pierrot, su uno sfondo variabile dai colori a pastello al bianco e nero. E il piccolo Molko non potè che rimanerne affascinato. Aveva sempre ammirato la figura del clown triste e all'inizio voleva intraprendere una carriera da nomade circense. 

Una svolta molto diversa dall'attività del padre, di origini italo-americane, che lo vedeva già come impiegato nella sua banca. Molko ricordò spesso come fosse stato proprio Bowie a salvarlo dal destino professionale di banchiere. E non poteva che essere altrimenti per un giovane naturalmente portato alla musica, che vedeva nella sua icona musicale un simbolo rivoluzionario. Perché il piccolo Molko veniva spesso scambiato per una bambina, con i lunghi capelli neri e gli occhioni dolci. E vedere Bowie sul palco che esibiva orgogliosamente la sua natura androgina fu per lui un'ispirazione creativa fortissima

Nel 1994 Molko fondò con l'amico polistrumentista Stefan Olsdal i Placebo. E inizialmente calcarono piccoli locali con un pubblico massimo di 300 persone. Ma a Bowie questo già bastava, perché quando ascoltò il loro sound irriverente e moderno li volle all'apertura dell'Outside Tour, dopo che la sua prima scelta, il cantautore Morrissey, aveva preso la febbre.

Lì, con David accanto a loro 24/7, che li spronava, insegnando i trucchi del mestiere, i Palcebo forgiarono la loro musica, che sarebbe esplosa negli anni a seguire con pezzi indimenticabili come Pure Morning Nancy Boy. E per Brian fu un vero e proprio shock emotivo lasciarsi guidare dal suo mentore. 

Per non parlare di quando, il 23 marzo 1999, i Placebo suonarono a fianco del Duca un brano scritto da Molko, Without You I'm Nothing. Una vera e propria dichiarazione d'amore, di cui rimane un bellissimo video delle prove prima del concerto all'Irving Plaza di New York. Ed è proprio questo il filmato che Brian ha voluto pubblicare sui social un giorno dopo la morte del suo padre musicale:

Carissimo David,
dovunque tu sia, mi manchi. Non solo: ho il cuore spezzato. Eri il mio idolo, poi sei diventato un mentore e un fratello. Ho imparato moltissimo da te, dalla tua semplice presenza, dalle nostre conversazioni e, naturalmente, ammirandoti sulla scena.

Sono solo le prime righe di una toccante dedica che incorpora, tra le emozioni personali, una storia di dedizione, fratellanza e rispetto a sfondo di rock.

Non è un caso quindi che, Brian Molko e i Placebo compaiano nel film Velvet Goldmine, del 1998che celebra con profondità la storia del glam rock, con un richiamo non troppo velato a lui, David Bowie. 

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