“I Say A Little Prayer”: da Dionne Warwick ad Aretha Franklin

dionne warwick

Come può una sola canzone legare il destino di due iconiche cantanti soul? Scopriamolo con la storia di I Say A Little Prayer.

Quando pensiamo alla persona amata ci viene spontaneo offrirle una sincera dedica quotidiana, con un pensiero, un sorriso, un messaggino. Ma nel 1967 molte donne americane accompagnavano ai loro desideri d'amore anche una piccola preghiera per gli amanti lontani, in Vietnam. E ci pensava anche il poeta e paroliere Hal David, all'epoca padre di due figli già in età militare. L'autore, quindi, sentiva fortemente la sofferenza del conflitto, ma al tempo stesso voleva trovare la poesia nel dolore dell'attesa. Ovvero incanalare un barlume di speranza e ottimismo in un brano dolce, pop & soul, levigato da una talentuosa voce femminile

Ed ecco presentarsi alla porta Dionne Warwick, classe 1940, cresciuta e nutrita dalla musica gospel. E Hal prende sotto la sua ala quella giovane cantante del New Jersey, scrivendo per lei I Say A Little Prayer. Al suo fianco, l'immancabile compositore Burt Bacarach, con cui tre anni dopo David avrebbe vinto l'Oscar per la colonna sonora di Butch Cassidy (1969).

Dopo la vincente stesura definitiva, i due collaboratori approdarono alla registrazione del brano con Dionne. Solitamente con Bacarach si raggiungeva il risultato finale in massimo tre riprese, ma per questa canzone ce ne vollero dieci. E lo sforzo appagò il prodotto conclusivo, dato che I Say A Little Prayer sarebbe diventato un successo stellare. 

Su richiesta della produttrice della Sceptre Records, il brano fu inserito all'ultimo nel disco in uscita di Dionne, WINDOWS OF THE WORLD. E bastò davvero pochissimo tempo per un apprezzamento di pubblico e critica. Così, già nel dicembre 1967, la canzone aveva conquistato il quarto posto della Billboard Hot 100 e l'ottavo posto della Billboard R&B ChartMa non fu il solo successo di quell'anno, perché Dionne si aggiudicò anche due celebri colonne sonore con i film AlfieThe Valley Of The Dollstitolo del suo omonimo pezzo. 

Nel 1968, poi, la Warwick fu la prima cantante afroamericana a esibirsi per la Regina Elisabetta II d'Inghilterra. Ma all'angolo l'aspettava anche il terremoto Aretha Franklin. A un solo anno di distanza, la futura regina del soul rielaborò I Say A Little Prayer in un'iconica cover, che ottenne un successo interplanetario, elevando l'eredità di Dionne.

Con un base più ritmata, l'accentuazione dei cori e il suo indelebile tocco personale, Aretha rese giustizia a un brano raffinato e modulato dalla graffiante delicatezza di Dionne. In seguito, lo stesso pezzo sarebbe stato reinterpretato dalla talentuosa cugina di Dionne, Whitney Houston, e da Gloria Gaynor

Insomma, una catena di performance da brividi, il cui lascito trova pittoresca espressione nella colonna sonora del film Il matrimonio del mio migliore amico (1997) di P.J. Hogan, con Julia Roberts e Rupert Everett. Guerra, amore, cinema e soul si uniscono così in una pagina di storia della musica sotto la firma di Dionne Warwick.

Tra i suoi brani più belli ricordiamo anche Walk On By I'll Never Love This Way Again. Due canzoni incorniciate da una pioniera del soul che tracciò la strada delle sue talentuose eredi. 

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