UFO Club: la casa del rock underground londinese

Ufo Club

Nella Londra degli anni ’60 un club di controcultura divenne la casa di Jimi Hendrix, Pink Floyd, Soft Machine e molti altri. Ecco la storia dell’UFO Club.

Nata nel seminterrato di 31 Tottenham Court Road, la casa di UFO era stata tempo prima una sala da ballo irlandese, il Blarney Club. Ma il 23 dicembre 1966 le porte del locale vennero aperte sotto il nome di “UFO Presents Nite Tripper”. Una miscela nata dalle indecisioni dei fondatori, John “Hoppy” Hopkins e Joe Boyd, tra UFO e Nite Tripper.

Di sera, UFO trasformava l’atmosfera con giochi di luce, film avanguardistici e ballerini, tutto a favore della band di turno. A proposito di band, la fortuna di UFO si legò a quella crescente dei Pink Floyd: i primi due venerdì del locale furono occupati dalle loro gig, assieme a quelle dei Soft Machine.

Man mano che i Pink Floyd acquisivano popolarità e successo cresceva anche la loro paga: questo fu uno dei motivi di scontro fra il loro manager e Boyd, che reclamava il ruolo di UFO nel successo dei Pink Floyd. La vicenda si concluse con un accordo che prevedeva tre esibizioni dei Pink Floyd nel locale, ad una paga adeguata, per poi chiudere lì la collaborazione.

Così UFO si trovò senza “band di casa” a sostenerlo: la perdita venne tamponata con i Soft Machine, formatisi nel 1966, che divennero una delle prime band psichedeliche (per muoversi poi verso prog e jazz-rock). Nonostante il tiepido successo commerciale, questa band influenzò la musica rock, soprattutto le band underground.

Accanto a loro, UFO ingaggiò anche The Incredible String Band, Arthur Brown, Tomorrow, Procol Harum. Così, l’anima del locale andava sempre più definendosi: un’immagine che parla da sé è quella dei poster psichedelici utilizzati per promuovere gli eventi al locale. Il grafico Nigel Waymouth spiegò che stavano cercando di dare un concetto visivo a ciò che stavano vivendo, ovvero qualcosa di molto simile alle allucinazioni.

Facile sentirsi in un’allucinazione quando si entrava in un locale pieno di effetti speciali (spettacoli di luce, proiezioni nel fumo o sulle pareti, proiettori a soffitto…). Ma purtroppo il successo del locale fu la sua rovina: troppo piccolo per ospitare un gran numero di persone, quando un grande artista suonava lì UFO non riusciva a far pareggiare i conti. E infatti, nell’ottobre 1967, neanche un anno dopo la sua apertura, l’UFO chiuse i battenti per sempre.

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