Genesis: le 5 canzoni più amate da SELLING ENGLAND BY THE POUND

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Nel luglio 2019 Prog UK ha chiesto ai suoi lettori di votare le proprie canzoni dei Genesis preferite. Ecco le 5 più amate da SELLING ENGLAND BY THE POUND, secondo le 40.000 persone che hanno votato.

Dancing With The Moonlit Knight

È stato il primo album dei Genesis prodotto da John Burns, ingegnere del suono di grande esperienza che aveva già lavorato con Jethro Tull, King Crimson e con le star del reggae Toots And The Maytals. Gli otto brani del disco vennero composti in sei settimane e registrati in tre. “Ero abituato a lavorare in velocità”, ricorda Burns, “Anche perché i Genesis non avevano tanti soldi a disposizione ed erano in debito di circa 100.000 sterline con la loro ca- sa discografica, la Charisma Records”.

Dancing With The Moonlit Knight è una sorta di ode alla vecchia e dimenticata Inghilterra, ma soprattutto permette di apprezzare i progressi fatti dalla band negli ultimi anni: l’inizio è pastorale, con la voce suadente di Gabriel che si appoggia al pianoforte di Banks e alla chitarra a 12 corde di Rutherford. Anche il drumming di Collins è degno di nota: estremamente dinamico, nelle parti strumentali si infuria cavalcando lungo traiettorie ispirate dalla sua ammirazione per la Mahavishnu Orchestra. (DW)

I Know What I Like (In Your Wardrobe)

Il 33 giri regalò ai Genesis il loro primo singolo di successo. I Know What I Like (In Your Wardrobe) raggiunse infatti la ventunesima posizione nelle British Charts; per tornarci nuovamente la band dovrà attendere il 1977. Infilata tra la suggestiva Dancing With The Moonlit Night e la maestosa Firth of Fifth, I Know What I Like... mostra il lato più giocoso del gruppo. Il pezzo è nato da un riff di chitarra con cui Hackett e Collins erano soliti dilettarsi in studio, mentre il testo parla di un personaggio che è ben felice di vivere una vita campagnola. Per la prima volta Banks utilizza un sintetizzatore monofonico, ampliando il suo set, che già comprendeva il fidato Mellotron e l’Hammond B3.

“I Know What I Like... è uscita fuori quasi per caso”, ha detto Gabriel nel 2007. “Spesso abbiamo cercato ostinatamente di ottenere un determinato risultato e non ci siamo riusciti. Penso che avremmo dovuto capire che quando invece ci comportavamo in maniera più naturale e spontanea, quando eravamo realmente noi stessi, tutto avveniva in modo più fluido e anche il pubblico sembrava esserne favorevolmente impressionato”. (DW)

Firth Of Fifth

Il capolavoro di Banks? Ok, il buon Tony ne ha composti molti, ma fin dalla splendida intro di pianoforte è chiaro che siamo di fronte a qualcosa di eccezionale... proprio per questo è abbastanza difficile comprendere come mai il brano fosse stato scartato durante le registrazioni dell’album precedente. Banks lo ha scritto quasi tutto da solo, con un po’ di aiuto di Rutherford per il testo, anche se entrambi hanno sempre ammesso di non essere soddisfatti del risultato: del resto se il punto di partenza era il gioco di parole presente nel titolo (sfruttando l’assonanza tra il fiume scozzese Forth e il numero quattro in inglese, il nome viene trasformato in Fifth, quinto, dando luogo a qualcosa di intraducibile – ndr) non era semplice sviluppare delle liriche sensate.

In ogni caso, dopo l’intro pianistica è tutto un susseguirsi di tempi dispari, figure ritmiche complesse e malinconici duetti tra il flauto di Gabriel e la chitarra di Hackett, che a tratti sembra quasi un violino. Neanche a dirlo, l’assolo di Steve rappresenta sicuramente uno dei momenti più alti della sua carriera e ancora oggi è presente in ogni suo concerto. Contestualizzando il brano all’interno della struttura generale, possiamo dire che rappresenta il contraltare ideale alla leggerezza di I Know What I Like, ricordando al mondo quanto la band sia brava a districarsi con eleganza nelle tracce di lunga durata; The Cinema Show svolge una funzione del genere sulla seconda facciata.

Anche se lo stesso Gabriel non fu troppo felice delle parole che doveva cantare, distanti per tematica e vigore da quanto sta-va scrivendo in quel momento, Firth Of Fifth scorre che è un piacere. Ammette Banks: “Effettivamente volevo seguire l’idea del fiume che scorre ma non so poi bene dove sono andato a finire. Però possiamo dire che in qualche modo funziona, no. Dal punto di vista musicale ci sono due o tre momenti davvero validi, che sono diventati nel tempo dei veri e propri classici dei Genesis. Ovviamente la cosa non può che farmi molto piacere”. (CR)

The Battle Of Epping Forest

È un pezzo troppo incasinato”, ha detto Banks nel 2007. “C’erano tipo 300 parole in ogni strofa... non c’era più spazio per nient’altro”, conferma Collins. Ma per quanto sia vero che il testo di questo brano è estremamente denso, si tratta comunque di un racconto avvincente. Dopo l’introduzione abbastanza pacata, ecco schizzare fuori uno dei passaggi più nevrotici della prima produzione dei Genesis, come se ci fosse qualcosa di urgente da comunicare. E in effetti era così: le parole di Gabriel erano ispirate alle lotte tra gang rivali nei bassifondi dell’Essex; Peter mise addirittura degli annunci sui giornali per raccogliere maggiori informazioni. Il fatto che nella storia siano presenti molti personaggi differenti, dai gangster agli uomini di chiesa, rende il tutto bizzarro e brillante al tempo stesso, anche se il giudizio dei fan è diviso tra chi adora questo brano e chi invece lo detesta. (JS)

The Cinema Show

Uno dei pochi brani ottimisti della produzione dell’era Gabriel, che sfugge alla consueta malinconia e alla sequenza di accordi in minore. The Cinema Show inizia con Gabriel che ricorre al falsetto per cantare la storia di Romeo e Giulietta che si preparano per andare al cinema insieme. La punta di diamante del brano è rappresentata però dal lungo assolo di tastiera di Banks, che adotta un approccio quasi fusion, su un riff in 7/8 composto da Rutherford. Conferma il tastierista: “Penso che la parte strumentale sia la cosa migliore che abbiamo registrato nel primo periodo. Eravamo molto eccitati dal risultato che avevamo raggiunto, siamo stati veramente molto felici”. Non a caso anche dopo che The Cinema Show venne tolta dalla scaletta dei concerti, i Genesis continuarono ad eseguire la parte dell’assolo di Banks all’interno di un medley perché, come conferma Rutherford “il pubblico adorava quella sezione strumentale, era perfetta per i concerti”. (DW)

Testo di Chris Roberts, Johnny Sharp, David West.
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