Lucio Dalla al cinema: ecco le date del documentario esclusivo

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5,6,7 luglio. Tre date in cui alcuni cinema italiani accoglieranno una proiezione esclusiva, dedicata alla storia di Lucio Dalla in un documentario di Pietro Marcello. Dagli incipienti anni Sessanta al successo anni Ottanta, in un dialogo tra i due più cari amici del cantautore, riscopriamo un'icona.

A nove anni dalla scomparsa di Lucio Dalla, il cinema apre il sipario su una narrazione intima e personale della sua storia, come cantante e uomo. A tessere le fila del documentario Per Lucio c'è Pietro Marcello, brillante regista casertano molto apprezzato dai festival d'arte cinematografica. Da La Bocca Del Lupo (2009) al recente Martin Eden (2019)il tocco sofisticato, attento e reale del suo sguardo si riflette su una speciale cornice autobiografica. La narrazione è affidata a due capisaldi della vita di Dalla: il manager Umberto Righi, detto Tobia, e l'amico d'infanzia Stefano Bonaga, uniti in un dialogo complice. La pellicola sarà poi proiettata lungo tre date, 5-6-7 luglio, solo in alcune sale italiane, e rispecchia un desiderio covato da tempo da parte del regista. 

Di Lucio ho sempre cercato l’approvazione, tutta la sua musica è stata per me fonte di ispirazione, anche per pellicole che apparentemente hanno poco a che fare con lui, come "La bocca del lupo" e "Il passaggio della linea". Gli inviammo sempre i miei film, senza mai ricevere risposta sino a quando Toni Servillo, con cui aveva un rapporto molto forte, gli suggerì di vederli. E lui, ammirato, accettò di presentare con me proprio "La bocca del lupo a Bologna". Ecco, quello è stato il giorno della mia personale Epifania. Da allora ho pensato che uno dei miei obiettivi sarebbe stato un film sul cantautore. Ci lavoro da molti anni, accumulando e selezionando spezzoni che adesso, nel lungo periodo della pandemia, ho finalmente ricomposto.

Il film, presentato alla Berlinale 2021, sin dal titolo propone una dedica al grande artista. Racconta la sua storia a partire dal 1966, quando scelse Righi come suo manager, lungo gli anni Settanta come vortice di trasformazioni politiche e culturali, fino alla stabilizzazione del successo negli anni Ottanta. Così da un lato affiorano i ricordi d'infanzia sullo sfondo bolognese, dall'altro l'imperante rivoluzione sessantottina, che portò la canzone italiana a cercare la sua forma più complessa nel cantautorato. E Dalla, che fino al 1977 si affidava ai testi dello scrittore Roberto Roversi, incominciò poi a prendere in mano la penna per tracciare il suo pensiero. 

Insomma, un artista in continua evoluzione, così come la storia italiana, immortalata in fotogrammi d'archivio dal regista e riconsegnata allo spettatore in una cornice emotiva di scorci sociali. Marcello sceglie quindi di creare un prodotto surrealista e stimolante che racconti Dalla come narratore degli umili e poeta di una vita assaporata nella sua pienezza. In attesa di vedere il documentario sul grande schermo, omaggiamo quindi Dalla con le parole di Bonaga: 

Lucio era un rapace gentile che è nato come sedotto dalla vita ma poi diventato a sua volta un seduttore. La sua per tutti è una presenza. Una presenza costante del suo corpo e della sua voce, perché aveva la rara capacità di trasformarsi e le trasformazioni non hanno età, sono immanenti e fuori dal tempo.

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