IN UTERO: 5 cose che non sapevate sull’ultimo album dei Nirvana

Nel 1993, i Nirvana erano già entrati negli annali del rock. Il 21 settembre di quell'anno, la band di Kurt Cobain rilasciò l'ultimo album: IN UTERO, da molti considerato il loro disco più completo e sperimentale.

Quando IN UTERO vide la luce, in molti credettero che avrebbe seguito la falsariga di NEVERMIND. Dopotutto, il secondo disco della band simbolo del grunge li proiettò sulla stratosfera e i fan avrebbero apprezzato una consolidazione stilistica da parte loro. Alla fine, però, Kurt Cobain, Krist Novoselic e Dave Grohl firmarono un album dalle atmosfere sperimentali, pur non abbandonando le emozioni impulsive e travolgenti che caratterizzano il loro sound. Ad oggi, IN UTERO è una colonna portante del grunge ed una gemma assoluta del rock. Vien da sé che lavori come questo celino interessanti retroscena e curiosità che, di sicuro, non tutti conoscono. Di seguito, vi presentiamo alcuni degli aneddoti più interessanti sul terzo album dei Nirvana.

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Fu registrato in meno di due settimane

I Nirvana si recarono ai Pachyderm Studios di Cannon Falls, in Minnesota, per registrare il loro terzo album. Le sessioni d'incisione per il disco durarono dal 12 febbraio del 1993 al 26 dello stesso mese. In meno di due settimane, il gruppo riuscì a concludere quello che, da molti, viene considerato il loro lavoro più maturo. I Nirvana trascorsero solo 12 dei 14 giorni pattuiti nella realizzazione del disco. Il costo delle incisioni si aggirò intorno ai 24.000 dollari, pagati personalmente da Steve Albini, che lo produsse.

Pennyroyal Tea non fu scritta per l'occasione

Pennyroyal Tea è una delle canzoni più famose di IN UTERO. Il brano, però, non fu scritto con il proposito di finire nell'album. Pennyroyal Tea nacque, infatti, un anno prima di NEVERMIND, nel 1990. Sia Smells Like Teen Spirit che la canzone in questione furono suonate per la prima volta durante uno show all'OK Hotel, nel 1991. Alla fine, Kurt Cobain pensò che il brano non fosse adatto a NEVERMIND e decise di scartarlo fino a tre anni dopo.

Kurt Cobain creò la copertina dell'album

La copertina di IN UTERO è tra le più icastiche nella storia del rock. Quel che non tutti sanno è che fu lo stesso Cobain a realizzarla. Il compianto frontman della band trascorse diversi giorni sistemando in terra in casa sua i vari oggetti che compongono l'evocativo collage raffigurante i temi principali del disco: nascita, morte e donne. L'opera venne, poi, immortalata dal fotografo Charles Patterson a cui fu raccomandato di arrivare prima che i fiori appassissero. La potenza della cover di IN UTERO lese alle vendite del disco e alla sua diffusione nei negozi in alcuni paesi.

Steve Albini non era un fan dei Nirvana

Quando il leggendario produttore di stampo prettamente punk, Steve Albini, venne ingaggiato al banco per IN UTERO, espresse sin da subito la sua scarsa propensione nei confronti dello stile della band di Cobain. Ad Albini spettò un corrispettivo di 100.000 dollari, ma rifiutò l'offerta del management dei Nirvana di percepire una parte delle royalties per le vendite future del disco, spiegando che, secondo lui, si trattasse di una pratica disonesta e di una sorta di "furto" ai danni degli artisti.

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Fu mixato due volte

Prima di venire proposto al pubblico nella sua versione definitiva, IN UTERO subì un ulteriore lavoro di mixaggio. Il disco, nella sua prima versione fu considerato impubblicabile dalla Geffen Records. Non solo, Kurt Cobain espresse il suo disappunto per IN UTERO rivelando di sentirsi "insensibile all'ascolto dei brani". Alla fine, Steve Albini si rifiutò di eseguire il remix di alcune canzoni, così i Nirvana dovettero rivolgersi a Scott Litt, il cui contributo, si rivelò essenziale per il rilascio del disco il 21 settembre del 1993.

Aveva un altro titolo originale

IN UTERO avrebbe dovuto, inizialmente, chiamarsi I HATE MYSELF AND I WANT TO DIE. Nel corso di un'intervista rilasciata a Rolling Stone, Kurt Cobain rivelò che, con questo titolo, ironizzava sulle persone che lo denigravano, affermando che non fosse attaccato alla vita. Pare che l'affermazione da cui sarebbe derivato il titolo alternativo di IN UTERO, derivasse da un modo sarcastico di Kurt Cobain di rispondere alla domanda: "Come stai?". Oggi, quella frase assume tutt'altra risonanza, se si pensa al tragico destino del leggendario leader dei Nirvana.

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