True Lies: gli Iron Maiden raccontati da Radiofreccia e Classic Rock Italia

iron maiden

È andata in onda un'altra puntata di True Lies, il format di Radiofreccia e Classic Rock Italia per sondare gli abissi leggendari del rock. Stavolta abbiamo parlato degli Iron Maiden, sulle copertine di Classic Rock N.110 e Grandi Glorie del Rock n. 11!

True Lies va in onda ogni terza domenica del mese! Rivedi tutte le puntate passate sul sito di Radiofreccia.

Questa storia comincia da un mega acronimo: NWOBHM: New Wave of British Heavy Metal.

A rompere le regole del rock non fu solo il punk: verso la fine degli anni Settanta il mondo del rock ricevette un sonoro calcio nel culo da una nuova generazione di gruppi inglesi, arrabbiatissimi e armati di stivali con la punta d'accaio. Quel fenomeno era proprio la New Wave of British Heavy Metal, una nuova ondata che si era messa in marcia e puntava a dominare il mondo partendo proprio dalla Gran Bretagna.

Protagoniste di questo movimento erano parecchie band, ma quelle rilevanti non erano alla fine molte: Samson, Savage, Venom, Saxson, Judas Priest, Def Leppard, Motorhead e Iron Maiden. Così come il punk e il trash metal, che si accenderà qualche anno dopo negli USA, anche la New Wave of British Heavy Metal nasceva dal basso, ma creò un fermento gigantesco con i suoi miti, i suoi eroi, i suoi personaggi caratteristici.

Fast Eddie Clarke, ex chitarrista dei Motorhead disse: "Il prog rock aveva perso la bussola. Gli Yes e i Genesis avevano perso il contatto con la realtà, avevano i valletti, le Rolls-Royce. Io pensavo, ma andatevene a fanculo, brutti stronzi".

Questo era il clima a Londra intorno al 1978, ed era chiaro che stesse per succedere qualcosa di grosso.

Gli Iron Maiden, come dichiarato dai suoi compagni di avventura, sono principalmente il grande sogno di Steve Harris: lui è il collante, l'uomo ultra determinato, l'uomo cui aggrapparsi durante la tempesta. Ma chi era Steve Harris prima che l'avventura dei Maiden cominciasse?

Saltiamo indietro di quasi 50 anni: nel novembre del '73, Steve Harris era un diciassettenne apprendista grafico i cui sogni di diventare calciatore erano stati messi da parte per un improvviso e irresistibile amore per la musica rock. Con la tenacia e l'ostinazione che sarebbero diventati il suo marchio di fabbrica, Steve comprò un basso, mollò il lavoro, ed entrò nel suo primo gruppo.

"Dopo che i genitori si divisero, il giovane Steve Harris andò a vivere da Ada, la nonna. Della band faceva parte anche Dave Smith, che sapeva suonare la chitarra. Ma la differenza tra noi e Steve, spiega Bob Vershoyle, era la dedizione: lui suonava il basso tutto il tempo, qualsiasi cosa faccia ancora oggi ci mette il 100%."

Il batterista Paul Sears racconta che nell'aprile del 74 Steve lo aveva invitato a suonare a casa della nonna. I vicini si lamentavano del casino, allora nonna Ada dovette discutere con loro, e la cosa fu molto imbarazzante, perché pare che la dolce vecchietta sapesse tantissime parolacce. Inoltre chiarì molto bene la situazione al vicino più insistente: Vai a farti fottere, disse. Questi piccoli stronzetti un giorno saranno famosi.

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