10 band reunion che non ci sono piaciute

Wurlitzer, Strumento, scheda, pianoforte, elettrico, Pink Floyd, Stone Music, Classic Rock

Le band si sciolgono per un motivo. Se per alcuni si tratta di un break temporaneo, per altri è bene chiudere determinati capitoli delle proprie vite.

Sono diverse le ragioni che spingono le band a riunirsi. Spesso e volentieri, si tratta di marketing allo stato puro. Grosse somme di denaro in ballo che portano gli artisti a tornare sui propri passi e che non sempre portano a buoni risultati. Ovviamente non è ogni volta questo il caso. Alcune reunion hanno riscosso enorme successo tra il pubblico, mentre altre hanno fatto rimpiangere l'hype anche ai fan più devoti.

Sex Pistols

Niente più che un'operazione mirata al guadagno. Il ritorno dei Sex Pistols nel 1996, sotto il nome di Filthy Lucre Tour, si caratterizzava per una serie di palchi enormi in giro per il mondo e un odio condiviso tra i membri del gruppo che, durante le conferenze stampa, nemmeno tentavano di nascondere. 

INXS

Michael Hutchence era un frontman insostituibile. Gli INXS se ne resero conto durante la loro breve reunion con Jon Stevens in sostituzione, avvenuta nel 2000. Prima di allora, la band aveva tentato di esibirsi con diversi cantanti in rotazione, fino a rendersi conto, nel 2012, con Ciaran Gribbin, che continuare fosse impossibile. 

Outkast 

Decisero di riunirsi nel 2014, prima per il Coachella e, poi, per 40 festival in giro per il mondo. Al tempo, gli Outkast si presentarono come le ombre di sé stessi, privando le loro performance del carisma di cui avevano bisogno. 

Van Halen 

Sei anni dopo il tour senza Sammy Hagar, i Van Halen convinsero il cantante a ritornare a bordo per 80 date. Era il 2004 e, nonostante il ritorno del cantante, gli spettacoli sembravano spogli e privi di carica. Un'esperienza ricca di problemi, causati soprattutto dalle dipendenze di Eddie. 

The Velvet Underground 

Uno degli atti più alternativi nella storia della musica. Hanno venduto milioni di copie e impresso il loro nome nella storia. In ogni caso, il lascito dei Velvet sarebbe dovuto rimanere ancorato alla sua epoca, agli anni d'oro della band. Una forzata riunione avvenuta nel 1993 ha profondamente leso la reputazione del gruppo. 

The Doors 

Non c'è dubbio nel fatto che Robby Krieger e Ray Manzarek abbiano ricoperto ruoli cruciali nell'evoluzione dei Doors. Ma la loro riunione in tempi più o meno recenti aveva tutto fuorché l'intenzione di tenere alta la memoria di Jim Morrison. I due decisero di escludere il batterista John Densmore, con la scusa che fosse malato. In realtà, l'artista dichiarò su tutte le furie di non aver mai ricevuto alcun invito. Si schierò dalla parte della famiglia di Jim per evitare che i due utilizzassero impropriamente il nome della band. A causa vinta, il duo si vide costretto a modificare il nome della band con The Doors of the 21st Century

The Stone Roses 

Quando gli Stone Roses tornarono insieme nel 2012 per una serie di show a Manchester, l'atmosfera nostalgica riempì il cuore di centinaia di migliaia di spettatori. I fan si dissero sorpresi per la durata del ritorno della band. Dopo aver rilasciato nuovo materiale, poi, anche i più devoti al gruppo cominciarono a mettere in dubbio il genio con cui avevano impreziosito la loro opera. 

Led Zeppelin 

I Led Zeppelin tornarono insieme dopo la morte di John Bonham, prima per il Live Aid, nel 1985, mostrandosi fuori forma e completamente divisi, specialmente a causa delle poche prove fatte con Tony Thompson e Phil Collins dietro le pelli. 

Jefferson Airplane 

La reunion del 1989 della band lasciò tutti di stucco, visto l'ammontare spropositato di cause legali che i membri della band avevano intentato contro i colleghi. Eppure, in questo clima profondamente astioso, la band ebbe modo di tornare insieme, non solo per un tour, ma anche per un album con risultati, inutile dirlo, deludenti. 

Pink Floyd

I Pink Floyd provarono a seppellire l'ascia di guerra nel 2005, in occasione del Live 8. Purtroppo, le cose non andarono come previsto ed il rapporto tra Roger Waters e David Gilmour finì per incrinarsi ulteriormente. In un set di soli 20 minuti era impossibile concentrare i brani più evocativi della band e scegliere la setlist si rivelò un compito arduo a causa delle idee differenti delle due colonne portanti della band. 

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