Greta Van Fleet: i nuovi Led Zeppelin?

C’è chi li odia e chi li ama, in ogni caso i Greta Van Fleet sono la nuova speranza del rock!

«Il futuro del rock? I Great Van Fleet» (Slash)

«Quando da ragazzo suonavamo al liceo, cercavamo di essere come i Led Zeppelin, i Black Sabbath e gli Stones, e questi ragazzi ci stanno riuscendo!» (Joe Satriani)

«Li ho voluti con me su Saturday Night’s Al-right For Fighting, sono grandi» (Elton John)

«La gente è pronta per i nuovi Led Zeppelin, ecco quindi che il rock torna di nuovo a essere in prima linea, e arrivano i Greta Van Fleet» (Alice Cooper)

Queste sono solo alcune delle reazioni dei grandi del rock davanti alla prepotente ascesa dei Greta Van Fleet, la nuova sensazione dell’hard rock. Così tanto amati e odiati in così poco tempo da far pensare che ci sia davvero bisogno di chitarre elettriche. E il punto è proprio questo: chi li accusa di cavalcare la tigre, non ha capito che in America oggi se suoni una chitarra e ami il rock sei lo sfigato della scuola, quello bullizzato del quartiere.

Tre fratelli e un amico che da bambini imbracciano uno strumento e formano una rock band a Frankenmuth, una cittadina di 5000 anime nel Michigan, non possono che essere mossi dalla passione, perché sperare qualcosa di grande in quei posti e di questi tempi è da pazzi, più che da sognatori. E invece, con la tenacia e la qualità ci stanno riuscendo. Non solo a (ri)trascinare il rock in alto, ma soprattutto a ridare un senso di nuovo/vecchio a questa musica. Prendono il nome da una vicina di casa (un po’ alla Lynyrd Skynyrd) e rubano il telaio strutturale ai Led Zeppelin, soprattutto per la voce di Joshua Kiszka, che letteralmente clona Robert Plant.

Sacrilegio? Orrore? Pensatela come volete, ma questi quattro ragazzi stanno tirando fuori il rock dalle secche dell’indifferenza. Forse non ancora in America dove tutto, salvo la nostalgia del rock, nella musica ruota intorno al rap, finto soul e funky da computer, ma di certo in Europa, dove in tanti si stanno affezionando a loro. Intanto, i quattro stanno crescendo e dopo due mini album hanno debuttato lo scorso autunno sulla lunga distanza con ANTHEM OF THE PEACEFUL ARMY, mentre in concerto dimostrano di saperci fare. E a chi li accusa di essere finti, rispondono così:

Ci sono video che dimostrano che suonavamo davanti a dieci persone nei pub della nostra zona e nella palestra della scuola questa stessa musica e le gente beveva birra senza ascoltarci. Se avessimo voluto fare successo, avremmo scelto il rap o il pop, non certo il rock. C’è un canale che posta solo video di pezzi che nemmeno sapevamo di aver suonato, eravamo bambini e suonavano questa musica. Non saremo i migliori, ma siamo sinceri, questo non può negarlo nessuno.

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