Non c’è un altro album che rappresenti la musica californiana come IF I COULD ONLY REMEMBER MY NAME di David Crosby. L’elenco dei musicisti intervenuti è una sorta di enciclopedia della West Coast e il risultato è tutt’altro che una parata di stelle. Momenti magici ad alto contenuto psichedelico e lisergico, irripetibili, intramontabili.

“Mi piace pensare che in certe occasioni mi sono spinto al limite di ciò che all’epoca si riteneva possibile fare nella musica popolare. In quel disco sono sicuro di esserci riuscito. Perché nessuno aveva mai fatto una cosa del genere […]. C’è gente ancora oggi che viene a dirmi: “Cazzo, quel tuo primo disco mi ha veramente fatto secco. Mi ha fatto secco!”.

Così David Crosby ricorda in una intervista con Paul Zollo del 1993 i formidabili giorni che diedero vita al suo disco di debutto IF I COULD ONLY REMEMBER MY NAME, dedicato a Christine Hilton, la sua compagna morta qualche tempo prima in un incidente d’auto. Dopo aver abbandonato l’anno precedente l’idea di pubblicare un disco praticamente già pronto con i testi cofirmati dal giornalista di «Crawdaddy» Paul Williams, agli inizi di agosto del 1970 David Crosby comincia a gettare le basi di quello che sarebbe stato il suo primo lavoro come solista.

Insieme ai Jefferson Starship, il 4 agosto incide presso gli RCA Studio di San Francisco le tracce base di brani come Tamalpals High e Song With No Words per spostarsi successivamente ai Wally Heider’s Studio, ritornandovi con regolarità fino al 23 novembre. Ad affiancarlo, c’è praticamente tutto il meglio della scena West Coast: dai Dead Jerry Garcia, Bill Kreutzman, Mickey Hart e Phil Lesh, agli Airplane Jorma Kaukonen, Paul Kantner, Grace Slick e Jack Casady. Non mancano il Quicksilver David Freiberg e Joni Mitchell, ma soprattutto ci sono Graham Nash e Neil Young.

Le session sono magia pura e ogni brano è l’occasione per creare, improvvisare ed esplorare spostando sempre più avanti i confini della ricerca sonora, inseguendo le ispirazioni del momento. Giorno per giorno si va componendo un affresco d’incredibile fascino nel quale risalta al massimo splendore lo stato di grazia dei musicisti che si alternano al fianco di Croz, che mette in moto un’energia incredibile intorno a lui.

Il risultato è un capolavoro che rappresenta la più compiuta e alta realizzazione del West Coast Sound, ma anche il canto del cigno di un’epoca irripetibile.

A dicembre, le session proseguirono con gli stessi musicisti impegnati nel progetto P.E.R.R.O. (Planet Earth Rock and Roll Orchestra), le cui registrazioni sono ancora inedite, e che in parte diventò la base di BLOWS AGAINST THE EMPIRE dei Jefferson Starship. Il disco arriva nei negozi a febbraio del 1971 e apre una fortunata serie di album firmati da CSN&Y. Aperto dalle atmosfere rarefatte di Music Is Love con le voci di Crosby e Nash ad accompagnare la progressione musicale guidata dalla chitarra di Neil Young, l’album entra nel vivo con la cavalcata elettrica Cowboy Movie, incisa in presa diretta, e nella quale giganteggia la chitarra di Jorma Kaukonen.
Si prosegue con la psichedelia jazzy della sognante Tamalpais High con la voce di David Crosby che ci introduce a quel gioiello che è la malinconica Laughing, uno dei vertici del disco. Se What Are Their Names, riproposta qualche anno fa nel Freedom of Speech Tour con CSN&Y, vede la formazione al completo per una jam dalla trama rock-blues, la seguente Traction In The Rain è un poetico brano folk dalla trama intimista. Le evoluzioni vocali di Crosby accompagnate dalle chitarre di Garcia e Kaukonen e dal piano suonato da Greg Rolie ci conducono verso il finale con il traditional Orleans e l’onirica I’d Swear There Was Somebody Here, che suggellano un lavoro magico nel quale perdersi a ogni ascolto. Da non perdere la ristampa che include un Dvd con l’audio in digitale 5.1 Surround Sound e la bonus track Kids & Dogs con Jerry Garcia alle chitarre acustica ed elettrica.

Testo a cura di Salvatore Esposito.

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