Peter Gabriel: tra i Genesis e la carriera solista

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Singer-songwriter Peter Gabriel performing with English progressive rock group Genesis at the Empire Pool, London, 14th-15th April 1975. (Photo by Michael Putland/Getty Images)

Nel lasso di tempo tra la sua fuoriuscita dai Genesis e la registrazione del suo primo album solista Peter Gabriel ha fatto tante cose…

Il periodo che va dall’uscita di Peter Gabriel dai Genesis alla pubblicazione del suo primo album solista sembra un semplice intervallo temporale, come tanti altri. Si tratta di quei venti mesi che vanno dall’ultimo concerto con la band in Francia, il 22 maggio del 1975, all’uscita del disco di debutto nel febbraio del 1977. In realtà all’epoca sembrava che il tempo non passasse mai. L’impressione era che Gabriel avesse deciso di mollare tutto e scomparire (quasi) per sempre. Il 16 agosto del 1975, il «Melody Maker» titolava “Gabriel lascia i Genesis?” per poi pubblicare appena due settimane dopo la famosa lettera ironica in cui Gabriel spiegava effettivamente perché aveva voluto lasciare i Genesis, illustrando anche i suoi progetti futuri.

Il ritiro di Peter Gabriel terminò nel febbraio del 1977 con la pubblicazione del suo primo omonimo album solista: un lavoro che univa il rock diretto e muscolare alla Springsteen con momenti strani e bizzarri. Per certi versi era simile idealmente a un disco dei Genesis, ma stavolta era stato lui a decidere. Il periodo di pausa servì a Peter per esplorare, per collaborare, per capire come reinventarsi. Ma, prima di tutto, per passare del tempo insieme alla sua famiglia.

Quando l’amico Chris Welch del «Melody Maker» lo intervistò alla fine del 1975, sembrava proprio che Gabriel avesse abbracciato l’idea di una vita alternativa: “Sto incontrando varie persone che fanno parte di alcune comuni”, rivelò. “Ed è possibile che entri a far parte anche io di una di queste comunità. Non si tratta di un gruppo di sporcaccioni che si drogano e si accoppiano tra loro in maniera orgiastica, ma di un insieme di persone che lavorano di comune accordo in varie aree differenti”.

È in questo periodo che venne alla luce la seconda figlia di Peter e Jill, Melanie, che nacque il 23 agosto del 1976. Anche se in seguito il matrimonio sarebbe andato a rotoli, in quel momento non c’erano dubbi su quanta importanza entrambi i genitori dessero alle proprie figlie.

Durante la celebre estate arida del 1976 Gabriel provò alcune idee ai Trident Studios di Londra. Era lo stesso scenario in cui erano nati TRESPASS e NURSERY CRIME, quindi per lui doveva risultare accogliente e familiare. È qui che inizia realmente la carriera solista dell’ex Genesis. Anche se nulla di quelle sessioni di registrazione ha mai visto la luce, si è trattato sicuramente di una bella iniezione di fiducia per Peter.

Finalmente nell’ottobre del 1976, Gabriel volò dall’altra parte dell’Atlantico per iniziare a lavorare con un team di musicisti a quello che sarebbe stato il suo primo disco solista. Dopo aver pensato di contattare Todd Rundgren, optò per il giovane produttore canadese Bob Ezrin, che si era fatto un nome occupandosi di Alice Cooper e Lou Reed. L’album, intitolato semplicemente PETER GABRIEL, venne pubblicato nel Regno Unito il 25 febbraio del 1977. La copertina fu opera dello studio Hipgnosis: si vedeva Gabriel seduto sul sedile del passeggero della Lancia Flavia di Storm Thorgerson, avvolta nella pioggia. L’immagine aveva un non so che di distante e misterioso, quasi ultraterreno. Da quel momento tutti iniziarono a chiamare amichevolmente l’album “car”.

Alla fine, la carriera da agronomo di Peter durò meno di sei mesi. Però l’impatto di quell’anno di “vacanza” sarà forte su tutta la sua carriera: se sei capace di abbandonare tutto ciò per cui hai lavorato duramente fino a quel momento, solo per stare con la tua famiglia, e poi ricominciare da zero, allora sei in grado di fare qualsiasi cosa. Fu un periodo per Gabriel di purificazione, e di crescita personale in termini di autostima. Si lasciò alle spalle la maschera da fiore e divenne adulto.

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