Incendio alla Universal: partite le azioni legali

Universal Music Group, Los Angeles Times, BBC, Lucian Grainge, Tupac Shakur, Tom Petty, Soundgarden, Steve Earle, Hole, Classic Rock, stonemusic.it

Le richieste di risarcimento puntano alla condivisione dei rimborsi assicurativi

Come di recente vi avevamo riferito, gli sviluppi sulla vicenda riguardante il materiale perduto durante l’incendio all’Universal Music Group dell’1 giugno 2008 stanno andando nell’unica direzione possibile, quella di un’azione legale con richiesta di risarcimento da parte dei musicisti e band danneggiati.

Sono valse a poco le dichiarazioni tranquillizzanti dell’amministratore delegato dell’azienda Sir Lucian Grainge, che prometteva trasparenza e risposte ai tanti artisti coinvolti, come riferito dal portale della BBC, perché quanto anticipato dall’avvocato Howard King in un’intervista al Los Angeles Times è ormai un fatto reale:

“There is a significant amount of discussion going on, and there will be formal action taken.”
(“C’è una quantità significativa di discussioni in corso e ci saranno azioni formali.”)

Gli studi legali che rappresentano gli amministratori dei beni del rapper Tupac Shakur e di Tom Petty, i Soundgarden, il produttore discografico Steve Earle e gli Hole hanno iniziato una class-action contro l’Universal Music Group per le registrazioni master distrutte. Come riferisce Variety, nel documento legale depositato si richiederebbe il

“50% of any settlement proceeds and insurance payments received by UMG for the loss of the Master Recordings, and 50% of any remaining loss of value not compensated by such settlement proceeds and insurance payments.”
(“50% di eventuali proventi da operazioni di liquidazione e pagamenti assicurativi ricevuti da UMG per la perdita delle registrazioni master e il 50% di ogni altra perdita di valore residua non compensata da tali proventi e pagamenti assicurativi.”)

Nonostante l’indubbia entità del danno, l’azione legale intentata potrebbe non portare a un vero e proprio risarcimento, perché contrattualmente la maggior parte dei nastri fisici bruciati erano e sono di proprietà dell’Universal Music Group e non dei singoli artisti. È facile tuttavia immaginare che ci sarà molto da battagliare in sede legale, in quanto si dovrà necessariamente fare distinzione fra la proprietà di un oggetto fisico quale un nastro master o un disco rigido e la proprietà intellettuale protetta da copyright (cioè le registrazioni audio) contenute in quel master.

Vi manterremo informati su tutti gli sviluppi del caso, anche perché è facile immaginare che sull’onda delle prime azioni legali intraprese altre presto seguiranno.

Commenta Via Facebook

You May Also Like