THE BEST OF LUCIO BATTISTI: errori e curiosità dell’album

THE BEST OF LUCIO BATTISTI, apparso sul mercato statunitense nel 1973, riserva molte più sorprese di quanto ci si possa aspettare

THE BEST OF LUCIO BATTISTI è il primo disco “americano” di Lucio Battisti, è molto ricercato per la sua incredibile copertina e proprio per essere una delle prime stampe estere del cantautore. Se lo stavate cercando, sappiate che dopo che avrete letto queste righe, diventerà ancora più raro e costoso.

Principalmente nota e ricercata in quanto prima antologia in assoluto del cantautore pubblicata all’estero e per l’inedita e accattivante veste grafica, l’antologia è stata stampata dalla Peters International col numero di catalogo PI-LPS 4021. Per quel che riguarda la copertina, venne scelto un ottimo e inedito scatto a colori realizzato durante le riprese dello special televisivo “Tutti insieme”, registrato il 31 luglio 1971 e trasmesso il 23 settembre dello stesso anno. I brani spaziano dal 1968 di Balla Linda alle ultime incisioni del 1971 e nella presentazione redatta sul retro della copertina sono presentati come “the twelve selections in this album have been listed on Italy’s bestseller charts”. Quindi, apparentemente tutto materiale già pubblicato.

Quando una copia arrivò in mano a chi scrive, prima di archiviarla senza sentirla, capitò di notare una curiosa incongruità nella diposizione dei solchi incisi sul vinile: Pensieri e parole, che apre la facciata A, appariva notevolmente più “ampia”, mentre lo spazio occupato da Dio mio no, ultima della facciata B, risultava essere decisamente esiguo per un brano con oltre sette minuti di durata. Da qui la decisione di ascoltare il disco e la scoperta di due brani in versione differente, di cui una tuttora inedita, rispetto a quelle note al grande pubblico: Pensieri e Parole è nella versione con una lunga coda strumentale, probabilmente scritta da Gian Piero Reverberi arrangiatore del brano, che allunga il pezzo di circa due minuti. Inedita all’epoca per il mercato italiano, venne pubblicata su questa antologia americana per la prima volta assoluta. Successivamente, è stata recuperata in altre raccolte a partire dal 1975 quando è stata inclusa nel cofanetto TUTTO BATTISTI.

Ancor più interessante la versione di Dio mio no, visto che si tratta di quella censurata e accorciata che venne realizzata per tentare di trasmettere, in extremis, il brano. Le traversie del pezzo, edito nel luglio 1971, ebbero anche una certa risonanza sulla carta stampata dopo che, pur essendo stato annunciato da Lelio Luttazzi nella sua trasmissione radiofonica Hit Parade come brano entrato in classifica, non veniva mai fatto ascoltare. La commissione censura RAI, infatti, bloccò la trasmissione del brano, trovandolo “sconveniente”. Si tentò di arginare il problema realizzando una versione dove venne del tutto eliminata parte della traccia vocale lasciando la base “nuda” per alcuni secondi in due punti, facendo così scomparire alcuni versi. Nello specifico: “si alza e chiede dove c’è il letto” e “la vedo in pigiama”, oltre alla maggior parte dei vocalizzi del finale, che venne anche largamente accorciato con l’eliminazione della coda strumentale. Nonostante i tentativi, anche in questa versione, il brano non venne mai tra-smesso. Finora, questa versione era nota unicamente per essere stata incisa su un acetato realizzato per l’uso interno da parte della RAI. Per qualche strano motivo è stata inserita in quest’antologia, pensata come primo concreto tentativo di esportare negli Stati Uniti la musica di Lucio Battisti, rendendola ancora più interessante e appetibile.

Un’ultima curiosità è nell’etichetta, dove si può trovare l’accredito di copyright delle registrazioni alla “CBS-Sugar, Italy” annotazione evidentemente errata e corretta in “G.Ricordi & Co., Italy”, conforme a quello riportato sul retro della copertina.

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