Chi si ricorda dei bootleg?

Fra gli anni 60 e gli anni 80 le registrazioni pirata sono diventate una vera e propria discografia parallela del rock

Cosa sarebbe stata la nostra vita se a un certo punto della nostra ricerca musicale non avessimo sentito quell’urlo “Giudeo!” e l’intelligente risposta di Dylan, in mezzo agli anni 60? Oppure se Riccardo Bertoncelli non ci avesse raccontato le peripezie dei Led Zeppelin in LIVE ON BLUEBERRY HILL e le lunghe discese psichedeliche di Hendrix, nella Stanza degli specchi nel 1970, sempre al Forum di Los Angeles?

Per decenni, il mondo degli amati/detestati bootleg ha coperto un buco culturale e pratico che le case discografiche avevano lasciato scoperto, ai tempi del vinile e poi del Cd. Specie nel nostro Paese, dove un cavillo legislativo permise a migliaia di registrazioni di trovare addirittura diffusione in tutti i negozi. Bootleg che poi servirono, magari, ai King Crimson, per recuperare parte del loro archivio perduto, oppure per formarlo a gruppi come i Grateful Dead, che arrivarono a predisporre uno spazio apposito a bordo palco, zeppo come la foresta di Sherwood di microfoni liberi e pronti a documentare momenti storici. Ben diversa fu la fine di quel povero controllore comunale addetto a misurare i decibel dei Led Zeppelin, catturati dal suo microfonino, che si vide calpestato e picchiato da Peter Grant, che lo aveva scambiato per un bootlegaro. Quanti anni avremmo aspettato un live dei Pink Floyd o dei Black Sabbath, magari al Fillmore West?

I bootleg erano tratti all’80% da spettacoli, quasi sempre live, trasmessi principalmente dalle radio americane o britanniche, perciò la qualità era abbastanza buona. Certo, la pasta del vinile non era di prima scelta e spesso nei dischi trasparenti o colorati si vedevano all’interno pezzi di mosche o altre imperfezioni, ma il fascino della rarità era troppo forte e molte star come Mick Jagger diventarono collezionisti famelici di quegli Lp, per tacere di Frank Zappa che addirittura li stampava nel garage della sua leggendaria abitazione a Laurel County, specialmente nel periodo della battaglia legale contro la discografia ufficiale.

Il punk e la new wave seguirono la stessa strada dei padri: uscirono centinaia di inediti di Siouxsee, Talking Heads e Pere Ubu, poi tutti i primi metallari sfornarono la loro discografia alternativa, senza contare gruppi come gli Stooges, che dai loro fan club fornivano rarità solo dietro richiesta precisa, come nel celebre caso di METALLIC KO.


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