The Doors: scopri i retroscena della registrazione di “The Soft Parade”

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Nel luglio del 1968, i Doors iniziarono a lavorare al loro quarto disco, che alla fine sarebbe stato intitolato THE SOFT PARADE. Il mood era altalenante, come sempre.

Erano il primo gruppo a registrare nel nuovo studio della loro casa discografica, l’Elektra, i nuovissimi studi Elektra Sound Recorders su La Cienega Boulevard, uno dei loro ritrovi preferiti di LA.  Avevano richiesto l’uso gratuito degli studi, ma il capo dell’Elektra Jac Holzman si era limitato a concedergli un misero sconto del 10%.

Il tastierista Ray Manzarek riassunse così il loro disappunto: “Eravamo il primo gruppo a registrare lì. Eravamo eccitatissimi all’idea di sverginare uno studio all’avanguardia. E pensavamo fosse tutto gratis. Cazzo, quello studio Jac Holzman se l’era costruito con i proventi delle vendite dei Doors. Tutti lo chiamavano “lo studio costruito grazie ai Doors’, e allora perché cazzo non dovevamo suonarci gratis?”.

Per di più, Jim Morrison sembrava impaziente di testare un ambiente nuovo. Portò il brano Wild Child,e lavorò anche su un groove molto rilassato che parlava della sua relazione intermittente con Pamela Courson, Who Scared You, scritto assieme al chitarrista Robby Krieger.

Il gruppo, integrato dal bassista Harvey Brooks (a volte sostituito da Doug Lubahn), amico del batterista John Densmore, lavorò su un brano molto jazzato, Queen Of The Highway, che però poi fu messo via e tirato fuori solo nel 1970 per il disco successivo, MORRISON HOTEL.

La versione originale fu la cosa più assurda mai fatta dai Doors. Ci furono altri brani da sballo che tennero Jim in un mood positivo: l’omaggio latin music a Sam the Sham con Push Push, Whisky di Morrison, Mystics And Mene Woman Is A Devil (tutte queste apparvero nel box set del 2006, PERCEPTION).

Ma in realtà, in quel luglio del ’68, il cardine di tutto era il presente. Il singolo Hello,I Love You stava per centrare il n. 1 in classifica (il loro secondo maggior successo commerciale dopo Light My Fire) e WAITING FOR THE SUN era stato appena pubblicato – il 3 luglio.

Tre anni più tardi, Jim Morrison sarebbe stato trovato morto a Parigi. I Doors non andarono mai in Francia mentre Jim era vivo, ma iniziarono le prove per il loro solo e unico tour europeo, che comprendeva una data al New Roundhousedi Chalk Farm, Londra, dove eseguirono  Wild Child e Jim disse al pubblico “Ieri [5 settembre] vi siete divertiti con Top of the Pops, dove abbiamo fatto Hello, I Love You (ride). Non andremo mai più in quella trasmissione”.

Le date europee – Londra, Germania Ovest e Scandinavia – fecero pochi spettatori, almeno rispetto allo status di cui il gruppo godeva negli USA dove faceva il sold out all’Hollywood Bowl (luglio ’68) e incassava alla grande.

In prima fila al Bowl c’erano Mick Jagger e Marianne Faithfull. Il cantante degli Stones disse al produttore Jimmy Miller: “Mi sono abbastanza annoiato”. Jagger si sarebbe divertito senz’altro di più al Singer Bowl a Queens, NewYork, dove un concerto condiviso da Doors e Who si tramutò in una zuffa, o magari attendere che Morrison uscisse davvero di testa alla Cleveland Public Hall, urlando oscenità e tuffandosi in mezzo al pubblico.

L’idea di fare un disco intero con un’orchestra non mi entusiasmava

THE SOFT PARADE non fu esattamente il disco che tutti – inclusi gli stessi Doors– si  aspettavano. Tornato agli Elektra Sounds, Morrison scoprì che il produttore Paul Rothchild aveva preso una decisione:“Non possiamo rifare lo stesso disco. Cambiamo. Che ne dite se aggiungiamo gli archi della Filarmonica di Los Angeles e dei fiati?”. Visto il loro passato jazz, Manzarek e Densmore furono d’accordo, Krieger non tanto. Oggi,il chitarrista rivela a «Classic Rock»: “L’idea di fare un disco intero con un’orchestra non mi entusiasmava, ma mi adattai. Il risultato mi piacque, e mi piace ancora oggi. La gente dice che non sembrano i Doors, ed è comprensibile, ma per noi fu un esperimento.

Secondo Krieger, “Shaman’s Blues sapeva di Doors. Poteva benissimo stare su STRANGE DAYS. Jim ce la portò e la finimmo in un giorno, in modo molto semplice. Lui credeva di essere uno sciamano? Forse no, ma sicuro era molto addentro alla cosa. Il suo amore per i nativi americani e le sue canzoni da sciamano partono dalle cose che scriveva alla high-school. Lo faceva molto prima che Carlos Castaneda diventasse di moda. I Medicine men [gli stregoni dei nativi americani,ndr] erano la sua ossessione. Ma non cercava di diventarlo. Non ne aveva bisogno, perché già lo era”.

The Soft Parade era qualcosa di più di otto minuti di cattolicesimo, un semidio non credente e un cast antropologico senza fine.

 

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