L’esordio degli IRON MAIDEN e di Eddie the Head

Esattamente 40 anni fa, gli Iron Maiden facevano il loro esordio con l'omonimo album. Insieme a loro esordì anche Eddie the Head, la mascotte che non li ha mai lasciati.

Quando pensiamo agli Iron Maiden è impossibile non immaginare subito una delle loro riconoscibilissime copertine e la figura, che definiremmo demoniaca, presente su di esse. Stiamo parlando di Eddie the Head, o semplicemente Eddie, la mascotte che accompagna il gruppo fin dal loro esordio.

Era il 14 aprile 1980, esattamente quarant'anni fa, quando gli Iron Maiden pubblicarono il loro omonimo album d'esordio. Un disco dall'uscita complicata, soprattutto dal fatto che l'heavy metal non fosse un genere particolarmente diffuso in quel periodo, caratterizzato invece dalla forte presenza del punk nel mercato discografico. Alla band britannica venne persino chiesto di cambiare genere, ma gli Iron Maiden si rifiutarono e col senno di poi possiamo affermare che fu la scelta migliore che potessero fare.

L'uscita del loro primo album non corrispose soltanto al loro esordio, ma anche a quello di Eddie the Head, la mascotte che con IRON MAIDEN fece per la prima volta la sua comparsa sulla copertina di un album. Da quel momento, Eddie è stato inserito in tutte le copertine del gruppo, a eccezione di 4 album: THE SOUNDHOUSE TAPES, LIVE!!! + ONE, RUNNUNG FREE (LIVE), FROM HERE TO ETERNITY e WASTING LOVE.

C'è però una precisazione da fare, Eddie aveva già fatto una parziale comparsa per conto degli Iron Maiden, ma la sua vera consacrazione al pubblico fu con l'uscita del primo disco. Lo possiamo trovare sulla copertina del singolo Running Free, pubblicato l'8 febbraio 1980 come primo estratto dall'album d'esordio. Il volto di Eddie, però, venne oscurato volontariamente, proprio per mantenerlosegreto fino alla pubblicazione del disco.

Ma da dove arriva Eddie? La mascotte degli Iron Maiden è opera dell'illustratore inglese Derek Riggs, che ha anche disegnato le copertine del gruppo fino al 1990. Il disegno realizzato da Riggs sarebbe originariamente dovuto essere per una cover di un album punk ma Rod Smallwood, il manager dei Maiden, lo scelse come icona del gruppo. Dopo l'aggiunta dei capelli per renderlo più vicino all'heavy metal e più lontano possibile dal punk, Eddie fu pronto per l'album d'esordio. 

Dave Murray, chitarrista del gruppo, disse che il nome di Eddie derivava da una barzelletta popolare a quel periodo, anche se oggi non possiamo dire che faccia così ridere come (forse) faceva un tempo:

Una donna aveva partorito un bambino, ma nacque con solo la testa e senza il corpo. "Non si preoccupi" disse il medico. "Riportatelo tra cinque anni e probabilmente avremo trovato un corpo adatto a lui". Così passarono cinque anni, ed ecco Eddie The Head, così i genitori lo avevano chiamato, seduto sulla mensola del camino, quando suo padre entrò. "Figlio, oggi è un giorno speciale. È il tuo quinto compleanno, e abbiamo una sorpresa speciale per te!". Eddie rispose: "Oh no, non un altro dannato cappello!"

Dall'esordio degli Iron Maiden sono passati 40 anni, ma Eddie è sempre presente. Lo abbiamo visto in varie versioni, diverse in base al tema dell'album o del tour: dalla versione cyborg a quella di mummia egizia, passando per il paziente psichiatrico. La sua versione più criticata, però, fu sicuramente quella della copertina del secondo singolo estratto dall'album di esordio, ovvero quella di Sanctuary, brano che venne incluso nell'edizione americana del disco ma non in quella europea, dove il pezzo venne distribuito unicamente come singolo.

Nella copertina di Sanctuary troviamo Eddie con in mano un coltello, appena dopo aver ucciso nientedimeno che il primo ministro inglese Margaret Thatcher, prima donna ad aver ricoperto quell'incarico. La Thatcher era stata uccisa da Eddie in quanto colpevole di aver strappato un poster pubblicitario del gruppo, che nel disegno tiene ancora in mano.

Tornando all'album d'esordio, l'uscita fu un grandissimo successo, sia di critica che di pubblico, permettendo al gruppo di espandere la loro fama in tutta l'Europa. L'album raggiunse la quarta posizione delle classifiche inglesi, e anche oggi la qualità del disco è ampiamente riconosciuta. Un esempio della fama dell'album è stato il fatto che nel 2017 la rivista «Rolling Stone» abbia deciso di collocarlo alla tredicesima posizione dei 100 migliori album metal di tutti i tempi.

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