Quando Vasco Rossi disse no ai Rolling Stones

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Nel 1990, il promoter dei Rolling Stones chiese a Vasco di aprire i concerti romani della band di Mick Jagger. La risposta, però, fu inaspettata.

Dal 1963 a oggi, i Rolling Stones hanno eseguito centinaia di concerti in tutto il mondo e possono vantare a buon diritto il primato di band che dal vivo ha avuto il maggior numero di spettatori della storia.

Ma per il gruppo inglese guidato da Mick Jagger non c'è sempre stato il sold out.  Gli anni 80, in particolare, furono abbastanza tesi per via di una serie di divergenze artistiche e di un rapporto, quello tra Jagger e Richards, sempre più traballante.

Sia Keith che Mick si lanciarono in progetti solisti, ma entrambi ebbero poco successo. Così, nel 1989, il gruppo al completo provò a ripartire. Gli Stones annunciarono l'album STEEL WHEELS e il tour di supporto che lo avrebbe seguito. Naturalmente, un tour in grande stile: mondiale.

La prima fase della tournée fu un successo. I biglietti andarono a ruba; la gente, che sembrava aver dimenticato la tragedia di Altamont e gli eccessi degli anni 60, aveva solamente voglia di ballare Start me up sotto il palco. Tutto esaurito in Nord America, dalla East Coast fino alla West, stessa storia anche in Giappone.

La marcia trionfale degli Stones non rallentò nemmeno in Europa. Nel fitto calendario di concerti europei, non mancava l'Italia. Nel nostro paese le date previste erano tre: il 25 e 26 luglio allo Stadio Flaminio di Roma e il 28 luglio allo Stadio Delle Alpi di Torino.

Erano otto anni che i Rolling Stones non si esibivano in Italia e David Zard, il promoter italiano scomparso due anni fa, assicurò che, come nel resto dell’Europa, anche i concerti italiani sarebbero stati un successo clamoroso. Invece, qualcosa andò storto.

Mentre a Torino, infatti, nelle settimane precedenti l'evento, i biglietti continuavano a essere venduti con regolarità, i fan romani sembravano disinteressati allo show. È vero, c'erano i Mondiali di calcio conclusi da poco, forse c'era anche qualche problema nella comunicazione, sta di fatto che il pubblico della capitale non comprava i biglietti.

Così, per evitare il disastro economico, Zard dovette pensare a una soluzione. Ecco l'idea: perché non affiancare agli Stones uno dei cantautori italiani più in voga del momento?

Stiamo parlando di Vasco Rossi che, in quel periodo, era alle prese col suo FRONTE DAL PALCO tour. Tra l'altro, dopo una data a Lucerna, il cantautore di Zocca avrebbe fatto tappa proprio a Roma, due settimane prima degli Stones.

Il promoter inoltrò dunque la proposta, a ridosso dell'esibizione degli Stones, al management di Vasco. E questi, inaspettatamente, disse no. Enrico Rovelli, l'allora agente di Vasco, rispose così:

La proposta di Zard è lusinghiera sia per me sia per Vasco, candidato a salvare i concerti del mitico gruppo. Fatta oggi, però, la riteniamo affrettata, e pertanto impossibile. Una collaborazione a questo livello va organizzata seriamente molto tempo prima e non in extremis.

Sul reale motivo per cui Vasco Rossi rifiutò sorgono ancora alcuni dubbi. Vasco era un fan degli Stones, per cui nutriva una grande stima. Allo stesso tempo, però, era convinto che una collaborazione di tale portata necessitasse di una tempistica e un'organizzazione diversa. Inoltre, l'invitò non arrivò a Vasco direttamente dagli Stones, ma dal promoter. Chiaro perciò l'obiettivo: vendere più biglietti, fare più soldi.

Comunque sia andata, quell'anno i Rolling Stones conquistarono 40.000 spettatori, con appena 5000 persone alla seconda data romana, mentre Vasco fece doppietta a San Siro con un pubblico di 100.000 persone.

Ma d'altronde, la musica non è una gara. Lo sa Vasco Rossi, lo sanno gli Stones e probabilmente lo sapevano anche altri due artisti che rifiutarono, nel 1982, di aprire i concerti della formazione inglese: Pino Daniele e Edoardo Bennato. Le loro motivazioni del loro no restano ancora oggi sconosciute.

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