Il giorno in cui Jimi Hendrix venne rapito dalla mafia

Nel 1969, quando Jimi Hendrix suonava con i suoi Gypsy Sun and Rainbows venne rapito, a quanto pare dalla mafia. Ecco cosa accadde.

Dopo aver sciolto i The Jimi Hendrix Experience nei primi mesi del 1969, Jimi Hendrix vorrebbe una svolta, ed è così che fonda i Gypsy Sun and Rainbows. Insieme a lui due percussionisti, Juma Sultan e Gerardo Velez, Mitch Mitchell alla batteria, Larry Lee alla seconda chitarra e Billy Cox al basso.

Il 10 settembre 1969, i Gypsy Sun and Rainbows sono al Salvation, un locale newyorchese di proprietà della mafia ben noto a Jimi Hendrix, che spesso vi spedisce qualche collaboratore o ci va personalmente in cerca di cocaina. La storia, tra cronaca e leggenda, narra che fuori dal Salvation Hendrix incontra alcuni tizi che crede dei pusher. Questi, che si dicono della mafia, lo accompagnano in un appartamento e ce lo rinchiudono, costringendolo a telefonare a Michael Jeffery per chiedere la rottura del contratto che lo lega a lui. A quel punto, il manager si dà da fare insieme al suo business partner Jerry Morrison, un tipo alquanto losco.

E proprio Morrison racconterà di aver contattato un boss che, informato sul rapimento avvenuto senza il permesso di Cosa Nostra, gli fornisce l’indirizzo dove cercare. Qui gli dicono che Hendrix è stato portato via e allora pensa di passare nella casa che l’artista ha affittato a Shokan, vicino a Woodstock, dove fa irruzione con la pistola e due amici, minaccia i rapitori, li lega e trova Hendrix in camera da letto deliziato da coca e canne.

Tutto troppo facile. Tanto che Redding e altri, come il biografo Johnny Black, sospetteranno che in realtà il rapimento sia stata solo una messa in scena ideata da Jeffery per chiarire a Hendrix che mai avrebbe potuto trovare un altro manager capace di proteggerlo come sa fare lui. Altrettanto plausibile è l’ipotesi che tutto sia nato da un bad trip paranoico del chitarrista, che lo racconta a persone pronte a farlo credere reale, come appunto i ben poco candidi Jeffery e Morrison.

Nel 2011, poco prima di morire, il trafficante Jon Roberts, un tempo conosciuto con il vero nome di John Riccobono, offre in American Desperado una sua versione, naturalmente non si sa quanto attendibile. Nel libro, scritto con il giornalista Evan Wright, l’ex trafficante di coca descrive così i rapitori di Hendrix:

Erano degli idioti: promisero a Hendrix un po’ di droga e lo portarono in una casa fuori città. Non so se volessero soldi o una parte del contratto discografico, ma hanno telefonato al manager di Jimi chiedendo qualcosa. Poi il direttore del club mi ha chiamato e mi ha detto che Jimi era stato prelevato da alcuni italiani. A me e a Andy Befante sono bastate due o tre telefonate per sapere chi erano i ragazzi che avevano preso Hendrix. Li abbiamo contattati e gli abbiamo detto di lasciare Jimi se non volevano finire morti. E abbiamo aggiunto che non avrebbero dovuto neanche danneggiare un capello della sua pettinatura afro. Loro lo hanno lasciato andare. Il tutto sarà durato due giorni e Jimi era talmente fuori che probabilmente non si è neppure reso conto di essere stato rapito.

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