5 cose che (forse) nessuno vi ha mai detto su Bob Marley

Era un artista fuori dal comune, un musicista e un leader carismatico, quello che ci lasciava l'11 maggio del 1981. Ecco qualche curiosità per ricordarlo.

Lo conosciamo come Bob, ma il suo nome era Robert Nesta. Nato a Nine Mile, un piccolo villaggio della Giamaica, nel 1945, Bob Marley divenne famoso non solo per le sue canzoni, ma anche per lo stile di vita, il carisma, le sue opere di beneficenza.

Vero e proprio leader politico e spirituale, si batté contro l'oppressione politica e razziale e per l'unificazione dei popoli di colore come unico modo per raggiungere la libertà e l'uguaglianza. È il motivo per cui nel 1978 gli venne conferita, a nome di 500 milioni di africani, la medaglia della pace dalle Nazioni Unite. 

Marley ci lasciava l'11 maggio del 1981 a causa di un melanoma al piede destro. A porgere l'ultimo saluto alla salma del cantante, che si fece battezzare in una chiesa etiope ortodossa qualche mese prima di morire, si presentarono circa quarantamila persone. E pare che ce ne fossero altre, che non riuscirono a entrare. 

Ecco cinque cose che (forse) non sapete a proposito di un artista straordinario.

1. Una vocazione da veggente

La vita per Bob, cresciuto unicamente dalla madre, non fu mai facile. Tanto più nel contesto degradato di Trenchtown, sobborgo della capitale della Giamaica.

Trenchtown non è in Giamaica, Trenchtown è ovunque, perché è il luogo da cui vengono tutti i diseredati, tutti i disperati, perché Trenchtown è il ghetto, è qualsiasi ghetto di qualsiasi città... E se sei nato a Trenchtown, non avrai la benché minima possibilità di farcela.

Eppure, Bob sognava di andarsene. Non solo, lo prevedeva. Fino ai 12 anni, infatti, Bob, legato alla tradizione del suo paese di origine, leggeva il futuro nel palmo della mano delle amiche di sua madre. Ancora molto giovane, fece una previsione anche su se stesso: avrebbe smesso di fare il veggente per iniziare il suo cammino nel mondo della musica. Talvolta, le previsioni si avverano.

2. Una famiglia numerosa

Bob Marley si sposò molto presto, a soli 21 anni. Con la moglie Rita, che suonava con lui nei "Bob Marley and The Wailers", ebbe tre figli: Cedella, David, detto Ziggy, oggi cantante reggae di successo, e Stephen.

Poi, altri figli: due adottati da due storie precedenti di Rita, e gli altri otto da relazioni con donne da cui si è poi separato. Sembra che Rita fosse a conoscenza delle tante relazioni extraconiugali del marito, il quale avrebbe fatto innamorare centinaia di donne. Nonostante ciò, decise di rimanere accanto al marito fino all'ultimo giorno della sua vita. 

Tredici figli non sono niente, tuttavia, in confronto a quelli di Aston Barrett, storico bassista di Bob: il noto family man era padre di ben cinquantadue figli.

3. Quell'incontro con Bruce Springsteen

Bruce Springsteen conosceva molto bene il cantante giamaicano. Bob Marley aveva aperto infatti numerosi suoi concerti. Così una sera, nel 1975, il Boss decise di andare a trovare il collega dopo una sua esibizione in un club di New York. L'incontro fu molto strano. Bruce avrebbe infatti dichiarato in seguito che il camerino di Bob era pieno di fumo di marijuana e che non aveva capito assolutamente nulla di quello che l'amico gli aveva detto. 

Purtroppo non ci restano fotografie, ma possiamo vedere Springsteen in compagnia del figlio di Bob, "Ziggy" Marley.

4. Un'auto da ricchi

Paladino dell'uguaglianza, incredibile benefattore. Furono in molti a non comprendere Bob Marley quando si comprò una BMW. L'auto tedesca era infatti considerata da molti in Giamaica come una macchina per ricchi. Bob si giustificò dicendo che BMW stava per "Bob Marley Wailers", dal nome della sua band, e che quando guidava per la capitale la lasciava sempre parcheggiata aperta. 

5. No Woman, no Cry non è di Bob Marley

Chi di noi non ha mai cantato, magari con una chitarra in spiaggia, No Woman, no Cry? Ebbene, forse non sapete che, sebbene la canzone sia stata scritta da Bob Marley stesso, i diritti d'autore di questa canzone furono intestati a Vincent Ford, un amico di infanzia di Marley.

Vincent era il proprietario di un povero locale di Trenchtown, luogo di ristoro della gente del luogo e, a volte, dello stesso Bob, che era sul punto di fallire. Le entrate provenienti dai diritti di questa canzone hanno assicurato la sopravvivenza della mensa fino ai giorni nostri.

Non è stato l'unico gesto di beneficenza che Marley volle compiere per il popolo giamaicano.

D'altronde, Bob Marley non ha mai voluto scrivere un testamento perché per lui sarebbe stato come arrendersi di fronte alla malattia. Le diatribe su molte delle "royalties" dei brani sono dunque ancora aperte.

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