Santa Esmeralda: come trasformare una cover in una hit

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Sapevate che è possibile mischiare la disco music con il flamenco e realizzare un tormentone di 14 minuti? I Santa Esmeralda di Leroy Gomez ci sono riusciti, e tutto a partire da una cover. Ecco la storia di Don't Let Me Be Misunderstood

Quando il compositore Horace Ott si ritrovò ad affrontare un litigio e poi una temporanea separazione dalla sua fidanzata, non riuscì a resistere; si sedette a un tavolo e scrisse un'apologia delle sue buone intenzioni: Don't Let Me Be Misunderstood. Successivamente portò il materiale ai colleghi Bennie Benjamin e Sol Marcus per completare il pezzo.

Ironia della sorte, al momento di accreditare il brano le leggi dell'epoca impedirono a Ott di comparire insieme ai colleghi (che facevano parte di una diversa associazione preposta ai diritti d'autore). Così, di fianco ai nomi di Benjamin e Marcus oggi troviamo la moglie di Horace, quella stessa ragazza per la quale aveva composto Don't Let Me Be Misunderstood dopo una lite: Gloria Caldwell

La canzone venne incisa per la prima volta nel 1964 da Nina Simone, che la inserì nell'album BROADWAY-BLUES-BALLADS. Poiché la cantante è sempre stata un'attivista nell'ambito dei diritti civili degli afroamericani, in molti hanno ipotizzato che per lei il testo assumesse un significato più profondo e universale, e meno personale. 

Appena un anno dopo la canzone venne reinterpretata, questa volta da un gruppo: gli Animals. La loro versione è molto diversa dall'originale, molto più veloce, molto più pop, con anche un'impronta di R&B. Il frontman della band, Eric Burdon, in un'intervista rilasciata nel 2010 ha raccontato come ha sentito la canzone subito "sua":

Sono stato spesso frainteso. Da mia mamma, da mio padre, da alcuni insegnanti di scuola, dalle donne che ho sposato. Sono stato frainteso per tutta la vita. 

La cover degli Animals portò Don't Let Me Be Misunderstood al successo, arrivando terza nella classifica inglese e quindicesima negli Stati Uniti. 

Ma, come tutti sanno, si può sempre fare di meglio. Ci riuscirono i Santa Esmeralda, che nel 1977 presero un pezzo che era nato come un misto di jazz e soul e, grazie anche alla precedente mediazione degli Animals, lo trasformarono in un brano disco, con forti influenze di flamenco, della durata di quasi quattordici minuti (poi accorciati a otto). Leroy Gomez, voce dei Santa Esmeralda, in un'intervista ha rivelato quali sono state secondo lui le carte vincenti della sua cover:

Per me le chiavi che più delle altre hanno influito sul successo della canzone sono state l’arrangiamento di Don Ray (Raymond Donez), la chitarra flamenca di Jose Suc e il lavoro di chitarra elettrica di Slim Pezin. Tutti gli altri musicisti erano fantastici, ma questi elementi mi hanno dato l’ispirazione per riordinare la melodia di questo classico di Nina Simone e degli Animals. Il beat di flamenco era così diverso dall’originale che mi sono sentito libero di cantare la canzone a modo mio, creando quindi una nuova melodia.

Insomma, sembrava impossibile che un pezzo di disco music così ricco di influenze latinoamericane, e per di più così lungo, potesse scalare le classifiche. Invece i Santa Esmeralda ce l'hanno fatta, oltretutto riuscendo a sfondare con il loro primo album e a lasciare un segno indelebile nella storia della musica nonostante i pochi anni di attività (si sciolsero nel 1981).

Non contava tanto la lunghezza della creatura, piuttosto contava quanto tempo si riusciva a far ballare la gente in pista. E tra l’altro, “Don’t Let Me Be Misunderstood” all’inizio non durava 8 minuti ma 14 e la gente ballava fino alla fine

Nei primi anni duemila, la canzone risorse quando venne inserita nell'iconico film Kill Bill, di Quentin Tarantino. Così, anche le nuove generazioni entrarono in contatto con il pezzo, in particolar modo in una sua versione strumentale di ben dieci minuti. Leroy Gomez ha più volte affermato di essere felice quando i ragazzi lo fermavano per dirgli che "la canzone di Kill Bill gli piaceva molto".

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