Motörhead: tre batteristi per un unico album

philthy animal motorhead

Usciva il 14 agosto 1992 un album un po' "sottotono" per i fan più accaniti della band, che ebbe però il merito di riunire il lavoro di tre diversi batteristi. Di che album si tratta?

Ve lo sveliamo subito: parliamo di MARCH ÖR DIE, decimo album in studio di Lemmy Kilmister e soci, pubblicato il 14 agosto del 1992. MARCH ÖR DIE fu un album pensato fin nei minimi dettagli, ma ebbe l'enorme sfortuna di venire subito dopo uno dei grandi capolavori della band, 1916, pubblicato nel febbraio dell'anno precedente e tutt'oggi considerato un vero pilastro dell'heavy metal

Ma torniamo a MARCH ÖR DIE: se squadra che vince non si cambia, i Motörhead ci videro lungo quando ingaggiarono il produttore Pete Solley che aveva lavorato con loro anche al precedente album. Inoltre, come il suo fortunato collega 1916, MARCH ÖR DIE fu messo in commercio dalla WTG Records, etichetta discografica statunitense controllata dalla Sony Music. Torniamo, così, ai fasti di 1916, primo album della band a essere prodotto da una major

Le registrazioni dell'album iniziarono già nel 1991 e con esso i primi problemi: il batterista Phil Taylor (meglio noto con lo pseudonimo di "Philthy Animal") lasciò la band proprio durante le registrazioni dell'album, poiché sia il suo effettivo talento che la sua dedizione vennero messi in forte dubbio dagli altri membri del gruppo. Così, per la seconda volta dopo l'allontanamento del 1984, Taylor lasciò la band in balia del proprio destino.

Alcune indiscrezioni parlano di licenziamento da parte della band, la cui causa pare essere stata la mancata professionalità del musicista durante le registrazioni dell'unico brano che lo vedeva come batterista: I Ain't No Nice Guy. Un pezzo, tra l'altro, che vedeva anche la presenza di ospiti quali Ozzy Osbourne in duetto cone Lemmy e di Slash dei Guns N' Roses alla chitarra. Sembra, infatti, che Taylor non avesse imparato a memoria la propria parte

Così, dopo diverse febbrili ricerche, il gruppo scovò il nome di Mikkey Dee che venne designato come successore di Taylor.

In realtà, il talento di Mikkey Dee non era nuovo al gruppo dato che, già in passato, i Motörhead avevano proposto a Dee di lavorare con loro, ma la risposta era stata negativa poiché il batterista aveva già in progetto di entrare nei Dokken, la band heavy metal che aveva spopolato negli States degli anni 80. Questa volta, invece, Dee decise di accettare la proposta dei colleghi diventando perfino un membro fisso della band e prestando le sue bacchette a Hellraiser, pezzo estratto proprio da MARCH ÖR DIE.

Il batterista più prominente all'interno dell'album per numero di pezzi, però, rimane Tommy Alridge, che vede il suo nome affiancato a tutti i brani del disco tranne i due sopracitati. 

Insomma, nonostante molti fan della band di vecchia data siano rimasti piuttosto delusi da MARCH ÖR DIE perché considerato un lavoro un po' "sottotono" se comparato ai precedenti successi della band, di certo non si può dire che l'album non sia unico nel suo genere.

Unì infatti ai membri del gruppo due giganti come Osbourne e Slash e vide la presenza di ben tre diversi batteristi. Una novità assoluta.

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