Francesco Di Giacomo: dal Banco del Mutuo Soccorso alla passione per il cinema

Quando Francesco Di Giacomo intraprese il proprio percorso come musicista aveva nel cuore due passioni diverse da coniugare nel corso della carriera. Ecco come. 

Siamo certi che molti fra i nostri lettori conoscono già le gesta canore dello storico leader del Banco del Mutuo Soccorso. Sapevate, invece, che di fianco alla sua grande passione per la musica Di Giacomo ne coltivò per tutta la vita un'altra?

Nato in un paesino sardo, Di Giacomo venne adottato da Roma alla tenera età di cinque anni e la capitale divenne di diritto la città dell'artista. Fu lì, infatti, che visse le proprie prime esperienze in ambito musicale e fu lì che nel 1971 incontrò Vittorio Nocenzi del Banco del Mutuo Soccorso il quale gli propose di diventare la nuova voce del prog italiano

Il primo disco che Di Giacomo registrò con la band fu anche il primo album in studio del gruppo, BANCO DEL MUTUO SOCCORSO, appunto, pubblicato nel maggio del 1972.

Fu un esordio di gran classe, per il quale Di Giacomo non prestò unicamente la voce, ma anche le sue doti come paroliere dato che tutti i testi dei sei brani che compongono l'album sono stati scritti da lui in collaborazione con il collega Nocenzi

Questo primo album venne curato fin nei minimi dettagli, tanto che la band decise di fornirgli anche una copertina coi fiocchi: aveva la forma del classico salvadanaio in terracotta, di quelli da rompere con un martello per tirarne fuori il denaro. E il tesoro, in questo caso, era indicato da una freccia rossa che spuntava dalla fessura del salvadanaio-vinile.

Tirando la strisciolina di carta recante la freccia, l'ascoltatore avrebbe scoperto una serie di foto dei membri della band. Un'idea piuttosto ingegnosa.  

Come anticipavamo, però, la musica non fu l'unica passione del cantante che, durante la sua vita, apprezzò molto anche la settima arte.

Di Giacomo coniugò questa passione in diversi modi e spesso prese perfino parte ad alcuni film benché in ruoli piuttosto secondari. La prima pellicola per la quale venne scritturato fu Satyricon (1969) del grande Federico Fellini, in cui interpreta un musicista in un vicolo di Roma.

Fellini, poi, l'avrebbe voluto in altri tre dei suoi lavori I Clowns (1970), in cui Di Giacomo appare nelle sequenze dedicate al personaggio Giudizio; Roma (1972), che vede l'uomo nelle vesti di un compare del protagonista nella scena del bordello e il celeberrimo Amarcord (1973), ove Di Giacomo interpreta un addetto alla sicurezza del califfo in soggiorno al Grand Hotel di Rimini. 

Insomma, parliamo di un artista completo, che non mancò di apprezzare l'arte ogni sua forma essendo, a sua volta, in grado di far apprezzare la propria arte a chi ebbe la fortuna di ascoltarlo. 

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