5 celebri mascotte per raccontare il metal degli anni 80

mascotte band metal

Non c'è band senza il suo logo. E qualcuna ha anche la sua mascotte. Ecco la storia di 5 mascotte che, negli anni 80, hanno contribuito al successo e all'immagine di cinque celebri gruppi metal.

1. Eddie The Head (Iron Maiden)

La più famosa mascotte della scena metal è molto probabilmente Eddie The Head, nata nel 1980 dal tocco creativo dell'illustratore Derek Riggs (ve ne abbiamo parlato in questo articolo). Se il bassista degli Iron Maiden, Steve Harris, aveva inizialmente pensato a una maschera kabuki, Riggs ha donato a quella testa fluttuante un corpo. O meglio, uno scheletro scarnificato con abiti strappati e una folta capigliatura da headbanger

Il riferimento immediato sono i Sex Pistols, principi della scena punk londinese di allora. Così Eddie voleva rappresentare la gioventù metal di periferia, reietta e additata negativamente dai perbenisti conservatori. In Eddie c'è quindi da un lato il triste ricordo dei corpi martoriati in Vietnam, dall'altro l'ascesa del punk. La mascotte diventa così un portavoce politico e sociale, amico dei fan e presenza fissa su tutte le copertine dei Maiden, oltre che ospite gradito ai live. 

2. Snaggletooth o War Pig (Motörhead)

Sempre sulla scena britannica si affaccia la feroce mascotte dei Motörhead, disegnata nel 1977 da Joe Petagno. Si tratta di una creatura ibrida, tra un cane, un lupo, un cinghiale e un gorilla. Il tutto infarcito di metallo, catene e spuntoni, scelti dal cantante Lemmy Kilmister per raccontare con un tocco heavy le difficoltà e le battaglie che ha affrontato nella vita. L'immagine di Snaggletooth grida la rabbia della band britannica e compare pervasivamente sulle loro copertine. Trovate qui tutta la storia.

snaggletooth motorhead

3. Vic Rattlehead (Megadeth)

Negli Stati Uniti, invece, i Megadeth scelgono come mascotte Vic Rattlehead. Un uomo scheletriforme sopravvissuto a un incidente nucleare e tenuto insieme da viti e bulloni. Vic coniuga la condizione di vittima (vic-tim), allo spirito metallaro headbanger (rattle-head). Tuttavia non è un amico come Eddie, ma un antagonista, che veste i panni sporchi di politici e militari, malfattori in giacca e cravatta. 

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4. Mad Butcher (Destruction)

L'aggressività tedesca si fa sentire invece con un macellaio possente dal ghigno perverso. Lui è Mad Butcher, mascotte dei Destruction e papabile degno protagonista di un film horror. Il macellaio pazzo, presenza dominante di molti album della band, incarna la corposità e l'irruenza dell'album omonimo MAD BUTCHER (1987). Con i Destruction, la mascotte si allontana dall'alone spettrale e mortuario per tramutarsi in un uomo in carne e ossa.

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5. The Iron Mask Man (Quiet Riot)

Lo stesso accade con i Quiet Riot, che scelgono come icona The Iron Mask Man, disegnato da loro e da Jay Vigon nel 1983. L'umanità del personaggio si cela però dietro una maschera di ferro e una camicia di forza, elementi portanti per il gioco di parole dell'album METAL HEALTH (1983). Così, la salute mentale diventa la salute metal e la pazzia una componente imprescindibile per essere una mascotte. 

Lo aveva dimostrato anche Eddie, lobotomizzato in un manicomio sulla copertina di PEACE OF MIND (1983). E il riferimento per i due personaggi è lo stesso, dato che sia i Quiet Riot, sia Steve Harris avevano visto il film del 1939 The Man Behind The Iron Mask

Tutto ritorna, quindi, in un percorso circolare di influenze reciproche, che rende queste mascotte tra le più iconiche e rappresentative del metal anni '80.  

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