Qual è la storia di “Hotel California” degli Eagles?

Per ricordare Glenn Frey, il cantante, chitarrista e tastierista degli Eagles, ripercorriamo la nascita di uno dei brani più celebri della storia della musica, Hotel California, da lui co-scritto.

È vero, in Hotel California non è Glenn Frey a cantare, ma il collega Don Henley, con cui il musicista lavorò alla scrittura di un brano leggendario. Ad affiancarli, l'immancabile Don Felder che, nel 1975, aveva affittato una casa sulla spiaggia a Malibù per essere ispirato dal sound californiano. E mentre lui esegue alla chitarra l'intro e il primo assolo del brano, a Joe Wlash spetta quel bellissimo e celebre secondo assolo, collocato all'ottavo posto nella Top 100 Guitar Solo. La canzone, invece, trionfa al 49esimo posto tra i 500 pezzi più belli di sempre!

Insomma, gli Eagles avevano creato il loro gioiellino all'interno di una produzione musicale eccellente. E pensare che, nel 1976, anno di uscita di Hotel California, erano passati solo cinque anni da quando Glenn Frey aveva fondato gli Eagles. E quel gruppo, a lui così caro, si è spento il giorno della sua morte, nel 2016. Quarant'anni dunque, da quando quattro giovani ragazzi trovarono la loro ispirazione in California. Nessuno di loro veniva da quelle parti e forse è proprio questa una caratteristica che tinge di bellezza il brano. Lo sguardo di un viaggiatore esterno, che approda in una realtà idilliaca e inquietante

Glenn Frey e Don Henley dissero di essersi ispirati alla serie cult Ai confinti della Realtà, del 1959, per raccontare un viaggio onirico, surreale e visionario all'interno di un misterioso hotel. Questo si ispirava al Beverly Hills Hotel di Los Angeles, anche conosciuto come Pink Palace, che troneggia sulla copertina dell'album. Un albergo di lusso, attraverso cui Don Henley voleva simboleggiare l'ubriachezza del denaro e il lato oscuro dell'eccesso americano. Così gli Eagles avevano anticipato l'immaginario di Stephen King con Shining (1977) e anche quello più visionario di Kubrick con il cult del 1980. 

Il loro hotel tuttavia non è l'oscura location del Rocky Horror Picture Show, ma è un'ambientazione psichedelica, in cui un uomo si trova immerso in un loop lisergico. Un piacere baccanale, edonistico, attraverso cui gli Eagles volevano raccontare il godimento autodistruttivo dell'industria musicale americana a fine anni Settanta.

Le sfaccettature del brano lasciano emergere numerose interpretazioni. Da un trip alla White Rabbit a un capovolgimento sanità mentale-follia de Il gabinetto del Dr. CaligariPer non contare i riferimenti satanisti!

Per questo il brano è come uno scrigno di Pandora, che svela tutto il suo potere intrinseco in un gloria eterna. E pensare che fu necessario registrare più volte la canzone, in una session facoltosa a causa di alcuni vicini di studio particolarmente rumorosi: i Black Sabbath...

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