Il Paradiso Perduto secondo i Symphony X

Symphony-X

Nel 2007 usciva il settimo album dei Symphony X. All'interno, un'epopea narrativa: il Paradiso Perduto di John Milton. 

Quando i Symphony X si formarono nel 1994, portarono sulla scena metal una sfumatura innovativa e al tempo stesso nostalgica di un'era antica e perduta. Il loro progressive metal melodico e neoclassico fu vincente, tanto da conferire loro una riconoscibilità distintiva. Per questo, non possiamo immaginarli senza l'aura mitologica, mistica e sacrale che li contraddistingue. E da questo punto di vista, il loro primo concept album, V - THE NEW MITHOLOGY SUITE (2000), è una prova di spessore, incentrato sulla narrazione della leggenda di Atlantide. Invece, per quanto PARADISE LOST (2007) possa sembrare un concept, non lo è.

Il settimo album della band sviluppa la storia del Paradiso Perduto di John Milton, il celebre poema epico del 1667 scritto in dodici libri. Tuttavia, non c'è quell'andamento continuo che contraddistingue il concept, ma ogni brano costituisce un frammento tematico di un universo complesso.

I Symphony X si cimentano in un progetto ambizioso, da cui divampa tutto il loro carisma e una tecnica più matura, soprattutto nella voce di Russell Allen. Al suo fianco, Michael Romeo alla chitarra, Jason Rullo alla batteria, Michael Pinnella alle tastiere e infine Michael LePond al basso.

Prima di lanciare l'album, il gruppo ha presentato qualche canzone in apertura al tour dei Dream Theater. Già in quell'occasione, i Symphony X hanno avvertito il peso della loro opera: un'opera grandiosa nell'aspirazione, nelle tematiche e nella composizione ed esecuzione.

Un bellissimo artwork in stile cyber-fantasy, che illustra la lotta tra angeli e demoni e l'esilio di Adamo ed Eva dall'Eden, ci introduce nell'album. All'interno, la narrazione inscena la lotta tra bene e male, fino all'inevitabile corruzione della specie umana da parte di Satana, protagonista del poema di Milton.

Il disco si apre con un overtoure lirica e sacrale, accompagnata da un coro latino, Oculus Ex Inferni.  Tocca poi a canzoni dal tocco sinfonico ma hard come Set The World On Fire Paradise Lostla track che guida l'album e probabilmente anche il brano più amato dei Symphony X.

Ma è con Domination, Walls Of Babylon Sevenche la storia raggiunge il suo apice più violento e martellante. L'apoteosi tragica si raggiunge con Revelation in chiusura.

In definitiva, i Symphony X si mostrano ancora una volta all'altezza del genere che rappresentano e donano un tocco indimenticabile alla loro discografia. 

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