Proiettili e Beach Boys: la storia di Charles Manson e Dennis Wilson

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Alla fine degli anni Sessanta, il batterista dei Beach Boys ebbe un incontro che gli cambiò la vita: quello con Patricia Krenwinkel ed Ella Jo Bailey, due membri della Famiglia Manson.

La primavera del 1968 stava per finire quando Dennis Wilson incontrò, guidando per le strade di Malibu, due ragazze che facevano l’autostop. Wilson le accolse nella sua auto e le accompagnò a destinazione; ma la sera stessa le incontrò nuovamente. Decise allora di ospitarle a casa sua, e di lasciarle da sole mentre si recava a una sessione di registrazione in studio. Tornando, la mattina dopo, trovò una sorpresa.

Ad aspettarlo nel vialetto c’era Charles Manson, libero dopo 12 anni di prigione. Temendo un’aggressione o una rapina, Wilson gli chiese se avesse intenzione di fargli del male, ma Manson lo rassicurò del contrario e si chinò a baciargli i piedi. Poco dopo, il batterista avrebbe trovato la sua casa piena di sconosciuti, principalmente ragazze. Tra di loro, Patricia ed Ella, che la sera prima avevano raccontato a Wilson di seguire un guru, proprio Charles Manson. Il batterista fece due più due, e inizialmente rimase affascinato da quella grande “famiglia”. Era solo l’inizio di un rapporto che avrebbe influenzato molto la vita di Wilson.

Dalle parole agghiaccianti di questa canzone si evincono alcuni aspetti dello stile di vita della Famiglia Manson, come il fatto che le donne fossero principalmente al servizio degli uomini. La setta criminale, che si macchiò di innumerevoli omicidi negli anni, si stabilì nella casa di Wilson, che tra macchine sfasciate, penicillina per il trattamento della gonorrea persistente, cibo e vestiti, spese l’equivalente di $740.000.

Wilson e Manson condividevano anche la passione per la musica (che nel criminale si sarebbe tradotta anche nell’ossessione per il WHITE ALBUM dei Beatles, secondo Manson un messaggio codificato per la setta stessa). Tra i brani composti da Manson, anche Cease to Exist, il cui testo venne modificato da Wilson per l’adattamento inciso dai Beach Boys. Questo scatenò la furia di Manson, che mostrò a Wilson un proiettile, dicendogli “Ogni volta che lo guardi, voglio che pensi a quanto sia bello che i tuoi figli siano ancora al sicuro”.

Wilson se ne andò da quella casa, lasciandovi Manson, che non si fermò con le minacce: un altro proiettile venne lasciato alla donna delle pulizie della casa di Wilson. Nel tempo, Wilson si rese conto dei coinvolgimenti della Famiglia Manson in una serie di omicidi, ma paralizzato dal terrore non riuscì a testimoniare contro Manson neanche dopo gli omicidi Tate-LaBianca dell’agosto 1969.

Le minacce contro il batterista dei Beach Boys continuarono nel tempo, trascinando Wilson verso la paranoia e l’uso smodato della droga per seppellire il senso di colpa di aver introdotto ad Hollywood un uomo così oscuro.

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