4 storiche copertine di Lucio Battisti tra censura e poesia

Sul curriculum di Lucio Battisti non c'è solo un'invidiabile collezione di brani memorabili, ma anche la storia delle iconiche copertine che li hanno accompagnate. Tra censura, erotismo, amore e avanguardia, riscopriamone 4. 

AMORE E NON AMORE (1971)

Nel luglio 1971, dopo una tormentata danza di messa a punto dell'album, la Dischi Ricordi pubblica AMORE E NON AMORE di Lucio Battisti. Si tratta del primo ufficiale album di inediti del cantautore, che si accompagna a una copertina dalle fattezze bucoliche realizzata da Silvio Nobili. La fotografia accoglie in primo piano un circense Battisti con tanto di cappello fiorito, in secondo due cavalli al pascolo e sullo sfondo, in lontananza, una ragazza nuda.

Inizialmente la donna fu riconosciuta come Grazia Letizia Veronese, fidanzata del cantante. La stessa, però, smentì la sua presenza, che è più probabile sia riconducibile a una modella australiana, amica di Mogol. La propensione erotica della cover, così come quella del brano Dio mio nosuscitarono scalpore. Tuttavia in Italia la copertina venne parzialmente censurata solo su cartuccia Stereo 8, mentre in Spagna e in Argentina subì la cancellazione o l'offuscamento da Controriforma delle nudità.  

UMANAMENTE UOMO: IL SOGNO (1972)

Dopo diversi anni con la Dischi Ricordi, per il suo sesto album Battisti passa alla Numero Uno. E la svolta è sancita non solo da un cambio discografico, ma anche da un diverso registro estetico per la copertina. Questa, immersa in un'oscurità illuminata solo dalle fiamme, è uno scatto del fotografo Cesare Montalbetti, con il nome d'arte di Caesar Monti. Sfruttando le sue conoscenze prospettiche, Montalbetti riesce a raccogliere in un'unica scena un falò di vecchi mobili

Una sorta di falò delle vanità, che rievoca quello quattrocentesco ad opera di Girolamo Savonarola dopo la cacciata dei Medici. Tuttavia, il simbolismo delle fiamme contro i vizi e le ricchezze c'entra solo velatamente. Si tratta però di un cambio di rotta per Battisti, più intimista, riparato, anche se il suo disco conquista il secondo posto tra i 33 giri più venduti del 1972. Le canzoni si modellano su ballad sinuose e delicate alla chitarra, tra cui le celeberrime I giardini di Marzo e E Penso a Te. 

IL NOSTRO CARO ANGELO (1973)

Un riferimento cherubino incornicia invece l'ottavo album del cantautore, il cui titolo Mogol descrisse in vece a una critica alla Chiesa. Al tempo stesso Battisti accoglieva la nascita del figlio Luca e si accostava a un'originale copertina di matrice lombarda, affrescata da una caleidoscopica collezione di personaggi. Il fotografo, Paolo Minoli, è di Cantù, così come cinque dei dieci protagonisti della copertina. Tra uomini, donne e un fanciullino, il ritratto carnevalesco ritorna ai colori e all'erotismo velato di inizio anni Settanta.

E quell'aura libertina, votata a un connubio indistinto umano, pone tutti sullo stesso livello esistenziale. Come una compagine avanguardista che accompagna il suo cantautore. Senza filtri, senza veli, ma con maschere che dipingono un'alienazione contemporanea. Anche Mogol venne coinvolto nella realizzazione della copertina, in una variegata scelta di costumi che però vuole contrapporre l'innocenza del bambino agli adulti pittoreschi alle sue spalle, eccentrici e potenti come la svolta stilistica di Battisti.  

UNA DONNA PER AMICO (1978)

Un inedito ritratto di vita quotidiana rifiorisce invece nel 1978. Con la copertina di UNA DONNA PER AMICO, Battisti viene fotografato di fronte al Grapes Café di Londra. Seduto a un tavolino, davanti a una tazzina di caffé, l'artista è accompagnato da una bionda dama, probabilmente una modella o un'ammiratrice scelta dal fotografo. Quest'ultimo altro non è che Brian Ward, già artefice di alcune copertine di David Bowie.

Tra queste THE RISE AND FALL OF ZIGGY STARDUST AND THE SPIDERS FROM MAN, in quell'iconico vicolo londinese in cui il Duca Bianco trovò il suo alter ego. Per uno dei successi discografici di Battisti, l'originalità fa da padrona, in una location britannica, che però potrebbe ritrarre uno scorcio cittadino italiano. Così Battisti si svincola dalla collaborazione con Caesar Monti, protagonista degli artwork italiani anni '70 e '80 per un sapore più vintage. Con quelle fattezze da copertina da rotocalco, legata però alla profondità dei testi.

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