Roger Waters e David Gilmour ai ferri corti: e la reunion?

Ormai da anni si conferma e si evolve la diatriba tra gli ex capostipiti dei Pink Floyd, ma poco tempo fa era affiorata una possibile speranza di reunion. Tuttavia è intervenuto David Gilmour a frenare l'entusiasmo, con una frecciatina al collega di una vita, Roger Waters. 

Il 2 luglio 2005 le speranze e i sogni di milioni di fan erano alle stelle. Dopo 24 anni di separazione, l'ultimo battaglione dei Pink Floyd, composto da David Gilmour, Roger Waters, Nick Mason e Richard Wright, svettava sul palcoscenico. Il concerto era stato organizzato da Bob Geldof per il suo Live 8 - dopo il celebre Live Aid del 1985 - a Londra, una delle capitali, quindi protagoniste del G8. Tra tutti i membri della band, il più difficile da convincere era stato Gilmour, all'ultimo incalzato proprio dalla sua nemesi, Waters. Così l'anima dei Pink Floyd era riaffiorata in quasi mezz'ora di esibizione, scavando dagli abissi il possibile riaffioramento del gruppo. 

Ma ecco che il 15 settembre 2008, proprio in quella stessa città britannica, si spegne Wright, indomabile tastierista del gruppo. La sua lotta contro il cancro si consuma nelle delicate parole post mortem di Gimlour, che non manca di citare il compagno Waters. 

Nessuno può sostituire Richard Wright. È stato il mio partner musicale e amico. Nelle discussioni su chi o cosa fossero i Pink Floyd, il contributo enorme di Rick negli ultimi periodi con Roger Waters è stato spesso trascurato. Era un tipo così gentile, modesto e riservato ma la sua voce profonda e il suo modo di suonare erano vitali, magiche componenti del nostro riconoscibile sound.

Diviene così impensabile una reunion della band senza Wright, nonostante l'euforia di quel magico momento. Con gli anni, quindi, ciascun musicista assapora la libertà dei propri progetti personali. Ma il lockdown pandemico del 2020 offre il pretesto di una battaglia verbale a suon di post su Facebook. Così Waters registra con la sua nuova band la personale versione di Mother - perla di THE WALL - ma i suoi fan non riescono a vederla sul sito ufficiale. Questo perché, a detta del bassista, Gilmour ha bloccato l'accesso al sito di tutti gli ex membri del gruppo. E Rogers non ha mancato di dire la sua con quel: "David pensa di essere il proprietario dei Pink Floyd". 

Un nuovo crepuscolo, quindi, si abbassa sulle speranze di riavvicinamento. Anche se serpeggia che Waters voglia ricongiungersi al gruppo. In realtà, però, il musicista fa luce anche su questa voce, dicendo di aver proposto solamente ai colleghi Gilmour e Mason di lavorare su una riedizione di ANIMALS (1977). Anche secondo il batterista dei Pink Floyd, questo è l'album che più di tutti avrebbe bisogno di una nuova edizione. Tuttavia, alla domanda di una possibile reunion, già nel 2019 Waters aveva affermato di godere delle sue libertà e di non voler rivivere il climax turbolento degli ultimi anni con i Pink Floyd. 

Ma potrei mai scambiare la mia libertà con quelle catene? Assolutamente no.

Proprio a queste parole si è ricongiunto Gilmour in un'intervista rilasciata l'11 marzo 2021 a «Guitar Player». 

Non voglio assolutamente tornare indietro. Non voglio andare a suonare negli stadi. Sono libero di fare esattamente quello che voglio e come voglio farlo.

pink floyd

Ogni desiderio si assopisce sotto queste parole, anche se Mason si è sempre voluto porre come il democratico del trio, avanzando anche la proposta di mettere tutto ai voti. Ma non c'è democrazia dove le ferite personali si accavallano a esperienze di vita musicale e non sedimentate per oltre vent'anni. E il lascito ereditario dei Pink Floyd è destinato a dimorare negli spettacolari momenti di vita passata, quelli affiorati proprio dalle scintille tra Gilmour e Waters e tradotti in canzoni eterne. 

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