Queen: quando Brian May fu minacciato di morte

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Il 13 maggio 2007, lo storico chitarrista dei Queen viveva 24h di paura, chiuso nella sua villa con la moglie e sorvegliato da pattuglie di polizia. Ma da chi si nascondeva Brian May e perché il suo carnefice aveva intenzione di ucciderlo?

“Sto andando a Londra a uccidere Brian May”. No, non è il titolo di un B Movie di genere horror, ma un’inquietante realtà verificatasi nel 2007 con il mirino puntato sullo storico chitarrista dei Queen. E non è la prima volta che l’ossessione maniacale di qualche losco individuo si indirizza a una celebrità. Anzi, l’abitudine si è consolidata a tal punto da essere esemplificata in un celebre film del 1996, diretto da Tony Scott. Qui Robert De Niro veste i panni di un fan deluso dal suo campione di baseball preferito, la cui adorazione si trasforma in breve in ossessione omicida. Lo sa bene Brian May che, nel 2007, ha ricevuto una minaccia di morte, con tanto di promessa di raggiungerlo da parte del suo carnefice.

Quest’ultimo, 28enne residente nella contea di West Midlands, in provincia di Birmingham, è uscito di casa un giorno di maggio con una chiara intenzione: uccidere Brian May. E l’allarme è scattato quando il padre del giovane, preoccupato per la sua assenza, ha chiamato la polizia, che ha scoperto una vera e propria ossessione dell’uomo. Non sappiamo il nome di questo, tenuto segreto su richiesta della polizia, tuttavia gli ufficiali hanno trovato un ricco bottino sul chitarrista dei Queen: scritti con promesse di morte e una lettera in cui il giovane dichiarava che May era un impostore, affermando di essere lui il vero musicista e firmandosi Brian May. A tal proposito, uno degli agenti coinvolti nell’operazione ha dichiarato:

Quest’uomo chiaramente non sta molto bene. Quando gli ufficiali si sono introdotti in casa sua hanno trovato del materiale inquietante che suggeriva volesse uccidere Brian May. Era scritto come un contratto per ucciderlo.

Una vera e propria dichiarazione d’intenti, dunque, pensata e orchestrata da molto tempo, oppure frutto di un improvviso attacco schizofrenico. Sembra infatti che l’uomo soffrisse di schizofrenia e avesse incolpato May della sua malattia. In questo caso, quindi, non si tratta di adorazione sfrenata, quanto della ricerca di un capro espiatorio, frutto di una mente disturbata. Così, come riportato dal giornale «Sunday Mirror», non appena May, all’epoca 59enne, è stato avvisato del pericolo, ha richiesto un servizio di sorveglianza davanti alla sua villa 24 ore su 24, per proteggere se stesso e la moglie Anita Dobson. Era il 13 maggio 2007 quando May visse una giornata di paura, circondato dalle pattuglie di sorveglianza.

Queste erano talmente ligie da preoccuparsi anche del singolo allarme di un’automobile. Tuttavia, alla fine, tutto si è concluso nel migliore dei modi, con l’arresto dell’incriminato e la sua reclusione in una clinica psichiatrica. E sicuramente Brian May, quest’anno 74enne, non dimenticherà quell’esperienza di più di dieci anni fa, anche se recentemente ha sentito la morte più vicina che mai con l’infarto del febbraio 2020. Fortunatamente ora si è rimesso in sesto e per un po’ spera di non doversi più confrontare con ospedali e… maniaci omicidi.

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