5 tra le canzoni più amate di Peter Gabriel solista

Peter Gabriel, 13 febbraio, Stonemusic, www.stonemusic.it

Camaleontico interprete del rock anni Settanta e Ottanta, Peter Gabriel ha scritto una brillante carriera solista dopo i Genesis, destreggiandosi con originalità e consapevolezza tra brani di eterno successo. 

Solsbury Hill (1977)

Prima traccia estratta dal debutto solista PETER GABRIEL, Solsbury Hill nasce dall'ispirazione dellacollina di Solsbury, nel Somerset, vicino alla bellissima cittadina termale di Bath. Qui, nell’antico ricordo di Re Artù e di una battaglia che si tenne proprio lì nel 496, Gabriel compone una poesia che avvolge con il suono del suo flauto, mentre Robert Fripp accompagna alla chitarra. Si tratta di un classico della discografia post-Genesis, con un buon consolidamento nella Billboard 100, oltre a scrivere la colonna sonora del cult Vanilla Sky (2001). E Gabriel ha descritto così il significato del brano: Si tratta di essere pronti a perdere quello che hai per quello che potresti ottenere…Si tratta di lasciare andare”.

Biko (1980)

Il terzo album omonimo di Gabriel accoglie invece un brano che recentemente, il 16 febbraio 2021, è stato reinciso dall’artista in un progetto a distanza con 25 artisti internazionali coinvolti, in occasione del Black History Month. Si tratta di uno dei pezzi più amati del cantautore, guidato da una delicata ma importante chitarra e da un concerto di archi che omaggia l’attivista sudafricano Stephen Biko, in prima linea per la lotta contro l’Apartheid. La bellezza del brano si sposa con una pregnante attualità, soprattutto in relazione alle continue violenze imperanti, che portano la bandiera di protesta del Black Lives Matter. Lo stesso Gabriel ha infatti aggiunto:

Questa canzone è ancora vera e rilevante, viste le brutalità della polizia che continuano a verificarsi negli Stati Uniti, in Nigeria e in molti posti in tutto il mondo.

Games Without Frontiers (1980)

Sempre sulla linea di una narrazione di coscienza sociale e politica, Games Without Frontiers intreccia il tema giocoso dell’infanzia con uno sguardo sinistro e inquietante. Gabriel allude alla guerra e alla diplomazia internazionale come un gioco per bambini, che non considera davvero le persone coinvolte. Il suo brano rispecchia pienamente il clima politico del periodo, con le Olimpiadi di Mosca del 1980 e il boicottaggio degli Stati Uniti di Jimmy Carter per fa ritirare all’URSS le truppe in Afghanistan. Un terreno delicato, fulcro di una potente protesta del cantante contro la guerra. E come sempre, il trasformista del rock dà vita a un video ipnotico, che attrae nel suo essere disturbante. Quest’ultimo effetto, accresciuto da un sound futurista e dall’utilizzo inedito del fischio, correla immagini di bambini impegnati in sport a terrifici frammenti bellici.

Red Rain (1986)

Red Rain è la traccia di apertura del quinto album di Gabriel intitolato SO (1986) e ristampato prima nel 2002 e poi nel 2012, per il 25esimo anniversario. Il brano ha come protagonista un vibrante pianoforte, il cui incedere è cadenzato da un potente tocco alla batteria e dalla profonda voce di Gabriel, rauca e antica. Il ritornello, poi, si imprime subito nella mente con l’invocazione continua di quella pioggia rossa, che potrebbe essere pioggia acida e abrasiva, oppure un richiamo al vino rosso. Ma qualunque sia l’origine della canzone, basta ascoltarla una sola volta per catturarne il sound anni Ottanta, che punta molto sulle percussioni e si avvale della spinta sui piatti di Stewart Copeland, storico batterista dei Police.

Sledgehammer (1986)

L’annata del 1986 incornicia anche il colpo di mazza (Sledgehammer) di Peter Gabriel, con un pezzo che su Spotify raccoglie 59.983.739 ascolti. L’ambiguità del testo, con scherzose allusioni sessuali, viene oscurata dall’estrema popolarità del videoclip, pluripremiato e complice del successo critico legato al brano. Questo rispecchia il tocco pop e frizzante della canzone, con un inguaribile ritmo funk affusolato su una sezione di fiati. Sledgehammer è la canzone che ha fatto risalire a Gabriel le classifiche negli USA, sancendo un passaggio definitivo dal prog degli esordi a un connubio di rock, pop e dance, figlio degli anni Ottanta. Con significativi posizionamenti nelle classifiche Billboard, questo brano ha lanciato il cantautore tra le braccia di una nuova generazione di spettatori.

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