Come la guardia del corpo di Tom Petty ispirò “Nightwatchman”

Il guardiano notturno cantato da Tom Petty & The Heartbreakers affonda le sue radici in un ritratto reale. Quello del bodyguard che, come d'obbligo per le rockstar, affiancò il biondo chitarrista sin dagli anni Ottanta, tanto che quest'ultimo, insonne e preoccupato per il suo protettore, gli divenne amico. 

La parentesi anni Ottanta rifulge d'oro per Tom Petty. La decade è infatti inaugurata dall'eredità monumentale di DAMN THE TORPEDOES (1979), terzo album con i suoi Heartbreakers, e si chiude con l'esperienza dei Travelling Wylburis. Il supergruppo nato nel 1988 permette a Petty di suonare accanto al suo idolo, Bob Dylan, e a una cerchia di firme diamantate del rock, da George Harrison, a Roy Orbison, fino a Jeff Lynne.

Ma i favolosi '80 brillano già alla loro origine, con il quarto disco degli Heartbreakers. Si tratta di HARD PROMISES (1981), dove la voce di Petty è pienamente consapevole delle sue potenzialità e rilascia una maturità artistica più pregnante rispetto ai precedenti lavori. Così tra le dieci tracce in scaletta, le prime due, The Waiting A Woman In Love (It's Not Me) inaugurano un percorso nitido e potente. 

L'orecchio si affina sulle solide radici southern rock di Petty e non manca il duetto con l'amica Stevie Nicks su InsiderBasti pensare che il 1981 è anche l'anno della loro hit Stop Draggin' My Heart Around e il loro legame artistico e professionale è talmente travolgente che la Nicks vorrebbe lasciare i suoi Fleetwood Mac. Tuttavia, tornando ai nostri brani in scaletta, non ne abbiamo citato uno che forse passa in sordina rispetto ai grandi dell'album. Parliamo della terza traccia, Nightwatchman, composta da Petty e dal chitarrista Mike Campbell. Un titolo che sin da subito si riallaccia a un misterioso guardiano notturno, che lo stesso Petty dichiara essere il suo bodyguard, di vedetta nel suo gabbiotto sotto casa del cantante. 

Questo ragazzo era solito sedersi fuori dalla porta in una piccola gabbia - come un piccolo cancello di sicurezza dietro quella e la porta d'ingresso. E si sedeva in questa gabbia ogni notte. Faceva un freddo da morire là fuori. Era inverno, e lo guardavo dalla finestra, e mi sentivo davvero male all'idea che ci fosse quel ragazzo seduto là fuori, a guardia della porta. [...] Quel tipo in particolare si presentava verso il buio e tornava a casa all'alba. E sono sempre stato sveglio tutta la notte. Quindi finivo per uscire e parlare molto con lui. Davvero, era l'unica altra persona sveglia in casa.

A raccontare la sua personale esperienza è Petty, nel libro del cantautore e giornalista Paul ZolloConversations With Tom Petty (2005)E dall'immagine descritta dal cantante traspare un doppio gioco di sguardi. Quello di Petty che guarda il suo bodyguard dalla finestra e quello del bodyguard che guarda l'oscurità notturna davanti a sé. Tra notti in bianco, sorveglianza serrata e qualche chiacchiera tra amici, il guardiano notturno di Nightwatchman diventa l'amico della porta accanto di tutti, sull'inconfondibile groove che accompagna il pezzo. 

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