I Pink Floyd rimuovono la musica dell’era Gilmour dai siti streaming russi

David Gilmour Pink Floyd

Gli esecutivi dei Pink Floyd hanno messo in atto la presa di posizione dei membri sopravvissuti della band nei confronti dell'invasione russa dell'Ucraina. 

I recenti accadimenti politici che hanno scosso gli asset sociali internazionali, riguardanti l'invasione del territorio ucraino da parte della Russia hanno iniziato, nel corso delle ultime settimane, a mostrare le proprie conseguenze dal punto di vista mediatico. Mezzi di comunicazione, brand e piattaforme social hanno preso le distanze dall'area russa, chiudendo ogni rapporto sotto l'aspetto economico e abbandonando i dispositivi dei cittadini governati dal Cremlino. Tra le prese di posizione più recenti, vediamo quella dei Pink Floyd. I membri sopravvissuti del gruppo, infatti, hanno fatto sapere tramite comunicato ufficiale che tutto il materiale della band appartenente alla Gilmour era sia stato rimosso dalle piattaforme di streaming del territorio interessato. 

La news nel dettaglio

Come detto, gli uffici dei Pink Floyd si sono impegnati nell'eliminare tutto il catalogo della band dal 1987 in poi dalle piattaforme di streaming russe e bielorusse, affermando quanto segue nel comunicato che ha diffuso la notizia in tutto il mondo: "Per schierarsi con il resto del mondo nella condanna dell'invasione russa dell'Ucraina, i lavori dei Pink Floyd, dal 1987 in poi e tutte le incisioni soliste di David Gilmour saranno rimossi dai provider di musica in digitale di Russia e Bielorussia a partire da oggi (12 marzo)".  Si parla, dunque, della rimozione di A MOMENTARY LAPSE OF REASON, THE DIVISION BELL, THE ENDLESS RIVER e i dischi live DELICATE SOUND OF THUNDER, PULSE e LIVE AT KNEBWORTH, più gli album solisti del chitarrista e frontman della band. Una decisione sicuramente forte alla quale, ci si aspetta, seguirà la medesima da parte di Roger Waters

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