Queen: ecco perché “We Will Rock You” e “We Are The Champions” fanno parte della cultura pop

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Queen performing in New Haven, CT. Carl Lender Permission details This work is free and may be used by anyone for any purpose. If you wish to use this content, you do not need to request permission as long as you follow any licensing requirements mentioned on this page. The Wikimedia Foundation has received an e-mail confirming that the copyright holder has approved publication under the terms mentioned on this page. This correspondence has been reviewed by a Volunteer Response Team (VRT) member and stored in our permission archive. The correspondence is available to trusted volunteers as ticket #2009021210000813. If you have questions about the archived correspondence, please use the VRT noticeboard. Ticket link: https://ticket.wikimedia.org/otrs/index.pl?Action=AgentTicketZoom&TicketNumber=2009021210000813 Find other files from the same ticket:View more CC BY-SA 3.0

Bohemian Rhapsody è, sicuramente, il loro brano più evocativo, ma We Will Rock You e We Are The Champions hanno portato i Queen su un nuovo livello di popolarità.

Un vero e proprio singolo bomba, con due lati ugualmente d'impatto sull'immaginario collettivo. Da NEWS OF THE WORLD, le tracce in questione distrussero le chart internazionali e celano, dietro il loro successo, una vocazione del tutto popolare. Quei brani avevano una vera e propria missione, essendo stati concepiti dopo un concerto alla Bingley Hall di Stafford tenutosi nel maggio del 1977, dove gli spettatori cominciarono a cantare You'll Never Walk Alone. Al che, i Queen decisero di scrivere qualcosa di ugualmente rivolto alle folle, che esse potessero cantare e ballare sotto i palchi e ovunque volessero. Il fatidico "boom-boom clap" di We Will Rock You nacque da qui, mentre We Are The Champions divenne un vero e proprio coro da stadio. Alcune ricerche affermerebbero che, quest'ultima, sia la canzone più catchy mai scritta. Nelle prossime righe, vi presentiamo alcuni momenti che provano la potenza evocativa dei due brani immersi nella cultura pop contemporanea.

Tutte le volte in cui il singolo dei Queen è stato un inno culturale

Iniziamo con Cheers, serie del 1990 in cui il Norm di George Wentz comincia a suonare il ritmo di We Will Rock You per poi trascinare tutti i presenti nel locale in cui si trovava, con Woody Harrelson a cantarne il ritornello. La stazione Z100 inserì We Are The Champions a rotazione regolare a New York dopo che alla classe del 1992 del liceo Clifton era stato vietato di cantarla durante la cerimonia di diploma. Il preside della scuola giustificò la decisione spiegando di non volere che il nome della scuola venisse associato a quello di Freddie Mercury, deceduto l'anno precedente a causa dell'AIDS.

Nel 1994, la FIFA utilizzò come inno We Are The Champions in occasione della World Cup. We Will Rock You dei Queen appare nei Simpson nel 1999 e nel 2006, mentre nel 1998, i personaggi di Friends ne intonano una versione parodistica. La controversa serie animata South Park presentò una malvagia beffa ad High School Musical e, per l'occasione, omaggiò i Queen citando la medesima traccia. In occasione della cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici di Londra del 2012, gli organizzatori tributarono Freddie Mercury con un video, successivamente Brian May si lanciò in un lungo solo di chitarra sulle note di We Will Rock You, cantata per l'occasione da Jessie J.

Nel 2015 anche la serie televisiva Big Bang Theory, ripercorrendo i fasti di Friends, reinterpretò la celeberrima frase della traccia. Nel 2020, poi,  i Queen e Adam Lambert diedero forza ai fan durante la pandemia cantando a distanza We Are The Champions. Poco prima di lasciare le sue spoglie terrene, infine, la Regina Elisabetta II girò un video con Paddington Bear in cui sorseggiava del tè, in occasione del Giubileo di Platino. Al termine dell'incontro, il corpo delle percussioni reali suona We Will Rock You fuori da Buckingham Palace, mentre Sua Altezza si unisce al coro eseguendo il ritmo con un cucchiaino sulla sua tazza da tè.

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