Chi ha guadagnato con “Bohemian Rhapsody”?

L’industria musicale scommette forte sui film biografici. Ecco il perché!

Secondo quanto affermato da IMDbPro (la migliore fonte per conoscere le entrate totali da botteghino) “Bohemian Rhapsody“, il biopic sulla storia dei Queen, avrebbe già superato abbondantemente il miliardo di dollari di incassi.

Cosa ha generato in cascata questo successo oltre le previsioni? Billboard riporta che i flussi on-demand sul catalogo dei brani dei Queen sono più che triplicati nei sei mesi successivi al debutto del film, passando da 588 milioni a 1,9 miliardi. E i numeri impressionanti non si fermano qui: gli album passerebbero da 184.000 a 1,1 milioni di unità e, secondo le stime fatte, queste vendite avrebbero prodotto quasi 18 milioni di entrate rispetto ai 4,4 milioni che il catalogo della band di Freddie Mercury aveva guadagnato nei sei mesi precedenti.

Cifre sconvolgenti, sicuramente. Sebbene di recente Brian May, intervistato da Zoë Louise Ball per la BBC, abbia dichiarato che i Queen non avrebbero ottenuto ancora benefici economici dalla pellicola, probabilmente le concomitanti affermazioni del Sunday Times, di segno nettamente opposto, si chiariscono proprio attraverso le cifre riguardanti i diritti riferite da Billboard.

Nell’ultimo anno abbiamo assistito a un intenso proliferare di biopic e film a tema musicale. Oltre a “Bohemian Rhapsody” parliamo di “Rocketman“, di “The Dirt” sulla storia dei Mötley Crüe, del docufilm sui Sex Pistols della regista Ayesha Plunkett, di “Yesterday” della Universal Pictures e di quelli in uscita come “Pavarotti” di Ron Howard.

Come riferito sempre da Billboard, Chris Aronson – ex presidente della distribuzione della 20th Century Fox – crede che l’economia dell’industria musicale nell’era dello streaming, visto il declino delle vendite di CD e dei download digitali, abbia trovato in questo nuovo filone commerciale un ottimo espediente per generare entrate aggiuntive.

 

 

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