Intervista a Fulminacci, il giovane cantautore romano che sta conquistando tutti!

Ecco la nostra video intervista a Fulminacci: tra aneddoti, consigli e prossimi obiettivi, ci racconta come è nato il suo primo album, LA VITA VERAMENTE

-Hai dichiarato che LA VITA VERAMENTE si può considerare un disco “schizofrenico” ma allo steso tempo coerente: che idea avevi in mente quando hai scelto i brani da inserire al suo interno?

Fondamentalmente sono tutti brani che ho scritto dai miei 18 ai 20 anni e hanno in comune il fatto che parlano tutti di me; ogni brano racconta una faccia differente della stessa persona, raccontano il passaggio dalla mia adolescenza alla post-adolescenza. È schizofrenico, secondo me, da un punto di vista stilistico, prettamente musicale, perché ci sono molti esempi di sonorità differenti e di generi differenti, per questo non saprei rispondere alla domanda “che genere fai?”. Il denominatore comune è che le ho scritte io, quindi la coerenza è di tipo personale.

-Quale canzone hai scritto nel momento emotivamente più triste? E quale in quello più allegro?

Ho scritto in un momento in cui ero emotivamente triste I Nostri Corpi: ero al mare, ho passato parecchie notti concentrandomi solo sullo scrivere quel pezzo, era un periodo in cui ero molto giù di morale. Invece La vita veramente e Borghese in borghese le ho scritte in momenti di rabbia, di rabbia cinica e comica, non disperazione.

-Cosa consigli ai ragazzi della tua età che stanno cercando di approcciarsi al mondo della musica?

Questo decennio è molto florido a livello musicale, si può fare tutto, se hai da dire qualcosa riesci a dirla in ogni caso, senza dubbio. Quindi se dovessi dire qualcosa a coloro che vogliono approcciare questo mondo direi: “Fatelo, perché è proprio il momento giusto”. Prendete me, fino a pochi mesi fa non esistevo a livello artistico, poi ho avuto la fortuna di entrare in contatto con un’etichetta (Maciste Dischi) molto forte che mi ha permesso di irrompere nel panorama all’improvviso, senza preavviso, senza fare

nessun tipo di gavetta faticosa. Questa è una cosa per cui sarò per sempre grato all’epoca in cui vivo.

Prossimi obiettivi?

Il disco che ho fatto mi piace molto, il secondo lo voglio fare più bello!


Il resto dell’intervista sul numero 22 di Vinile, da oggi disponibile in tutte le edicole e sul nostro store online.

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