8 famosissimi casi di plagio nel rock

Di casi di plagio (o presunti tali) nella storia della musica, ce ne sono stati molti. Accuse, tribunali, royalties e multe salatissime. Ripercorriamo 8 celebri vicende.

Capita spesso, nella storia della musica, di rintracciare somiglianze in canzoni appartenenti a generi o periodi storici tra loro estranei. Dalle somiglianze alle accuse di plagio musicale passa qualche differenza. La legge italiana definisce plagio la riproduzione dell'opera altrui quando spacciata per propria, sia essa già pubblicata o inedita. Inoltre, il plagio viene punito non solo quando effettuato con dolo, ma anche con colpa, ossia in assenza di coscienza o di volontà effettiva di copiare.

Posta questa definizione, la giurisprudenza non ha dettato dei veri e propri criteri per poter accusare un plagio, ma ritiene che si debba valutare caso per caso. In linea generale, nell'ambito della musica leggera si considera come elemento distintivo di un brano la linea melodica: è a questa che si guarda per verificare se vi sia stato plagio o meno. Verificata la melodia, si deve passare al confronto comparativo tra le due opere, per notare se vi sia uguaglianza.

E nel rock? La storia della musica è piena di accuse, multe, discussioni che procedono ininterrotte da anni. Anche per questo genere musicale, tuttavia, spetta ai giudici valutare (ed è difficile) i singoli casi. Eccone 8 famosissimi:

1. LED ZEPPELIN VS. SPIRIT

Caso celeberrimo. Nel 1968 gli Spirit pubblicarono Taurus, nel 1971 i Led Zeppelin lanciarono Stairway to Heaven. Gli eredi di Randy California, chitarrista degli Spirit, si accorsero della somiglianza tra i due arpeggi iniziali.

Nel 2014 si decisero così a sottoporre la questione al tribunale di San Francisco. Cominciò quindi una lunga serie di processi, che ha visto la fine solo pochi giorni fa, quando la Nona Corte di Appello di San Francisco ha stabilito che i Led Zeppelin, pur avendo avuto accesso al brano degli Spirit, non avrebbero copiato il loro riff di chitarra

2. QUEEN VS. VANILLA ICE

Uno dei casi di plagio più evidenti della storia, talmente evidente che la questione non finì nemmeno in tribunale. La linea di basso di Ice Ice Baby del rapper americano è assolutamente identica a quello della celebre Under Pressure dei Queen con David Bowie, un vero e proprio campionamento.

Vanilla Ice usò il riff consapevolmente e senza chiedere il permesso. Per questo, dovette pagare una multa e accettare di inserire i Queen nei credits del brano.

3. KILLING JOKE VS. NIRVANA 

Come as you are è oggi una vera e propria hit, immortale come la band che l'ha prodotta. La vita del brano però non fu facile: il celebre riff iniziale della canzone è stato infatti al centro di una lunga polemica con i membri del gruppo rock britannico Killing Joke. Il gruppo accusò i Nirvana di aver plagiato il riff della loro Eighties, riproponendolo in una versione rallentata. 

Sebbene i due pezzi si assomiglino molto, i Killing Joke decisero di rinunciare a qualsiasi azione legale dopo la morte di Kurt Cobain.

4. CHUCK BERRY VS. BEACH BOYS

Si tratta di uno dei primi casi di plagio della storia del rock. Sembra che la famosissima Surfin' USA dei Beach Boys venne scritta proprio come omaggio a Chuck Berry. Più che un tributo, però, si trattava di una copia del singolo del 1958 Sweet Little Sixteen

Dopo una causa legale intentata da Berry e il suo entourage, i Beach Boys gli cedettero tutti i diritti del brano.

5. DEEP PURPLE VS. IT'S A BEAUTIFUL DAY

Child in Time è sicuramente una delle canzoni più famose dei Deep Purple, oltre che uno dei cavalli di battaglia del gruppo nelle performance dal vivo.

Eppure, non è tutto merito loro. Per ammissione della stessa band, infatti, il compositore e tastierista Jon Lord riarrangiò il riff del brano Bombay Calling del gruppo semisconosciuto It's a Beautiful Day. Nessuna causa legale, questa volta. 

6. GEORGE HARRISON VS. THE CHIFFONS

Se si ascolta My Sweet Lord dell'ex Beatle, non si può non notare un'eco della famosissima Oh Happy Day. A essere messa in discussione, tuttavia, non è la somiglianza con la celebre canzone, tra l'altro non coperta da diritto d'autore, bensì l'affinità con il pezzo delle Chiffons He’s So Fine, datato 1961.

Il processo per plagio si aprì negli anni 70 e andò avanti fino al 1998, quando Harrison fu giudicato colpevole di aver "inconsciamente" plagiato la canzone dal punto di vista melodico. Dovette così versare alle Chiffons 600 mila dollari

7. OASIS VS. NEW SEEKERS

Anche la formazione dei fratelli Gallagher è stata accusata di aver plagiato un brano. Si tratta di I’d Like to Teach the World to Sing, la canzone dei New Seekers divenuta celebre per essere stata jingle in una pubblicità della Coca-Cola degli anni 70.

Proprio la Coca-Cola ha citato in giudizio gli Oasis, che dovettero modificare alcune parole della loro Shakermaker e versare ai New Seekers 500 mila dollari.

8. JOE SATRIANI VS. COLDPLAY

Contro Viva la Vida, canzone dell'anno nel 2019 e grande successo dei Coldplay, si scagliò nell'ottobre 2008 il chitarrista Joe Satriani. Satriani disse infatti che la base strumentale e musicale di Viva la Vida era copiata da un passaggio della sua canzone If I Could Fly: intentò una causa e alla fine trovò un accordo con i Coldplay.

Non era finita. Qualche mese dopo il cantante Cat Stevens disse che tutte e due le canzoni assomigliavano a Foreigner Suite, suo pezzo del 1973. Chiarì però di non essere arrabbiato, perché probabilmente si trattava di una pura coincidenza

Nella disputa si intromise anche un professore di musica, sottolineando come tutti i tre brani assomigliassero a Se tu m'ami, composizione settecentesca dell’italiano Giovanni Battista Pergolesi.

Ora, il paragone è forzato, ma ci strappa un sorriso, ricordandoci anche quanto la tentazione di voler trovare casi di plagio a tutti i costi superi molto spesso la realtà, talvolta evidente, delle cose. 

You May Also Like