I miei anni 70: un concerto per ogni lettera dell’alfabeto, tra prog e dintorni

concerti

Come è cambiata la vostra vita con la scoperta dei live? A quanti concerti siete stati? Ecco il mio personale alfabeto dei concerti visti negli anni 70.

In tempi di clausura ho voluto passare un po’ di tempo a ricordare come è diventata fondamentale la musica nella mia vita. Certo, la sfrenata passione per la condivisione degli album, acquistati e religiosamente socializzati con gli amici, è stata importante… ma il vero BIG BANG è avvenuto con la scoperta dell’universo LIVE… i concerti sono indispensabili per farti entrare un artista nel sangue! Per far in modo che scatti quella molla che non esaurirà mai la carica di energia ed emozioni.

Il 29 settembre 1970 ho visto dal vivo i Rolling Stones al Palasport di Roma. Primo concerto della mia vita, anche se, devo ammettere, quella sera non ero presente per loro. Alcune loro “cose” mi piacevano molto, ma io amavo profondamente un giovane chitarrista inglese, che, pur provenendo dal rock blues, aveva avuto l’ardire di sostituire negli Stones una leggenda come Brian Jones. Quel musicista di soli 21 anni lo avevo veramente nel cuore come uno di famiglia, d’altronde aveva partecipato all’incisione di tre album straordinari coi Bluesbreakers di John Mayall, oggi sempre tra i miei preferiti: CRUSADE (1967), BARE WIRES (1968), BLUES FROM LAUREL CANYON (1968). Il suo nome? Michael Kevin Taylor, detto MICK! E da quel giorno di 50 anni fa non ho “dismesso” la voglia di musica live. Forse è anche per tutte le note mandate giù che sono così “strano”, ma questa è un’altra storia. Non potevo che vivere con la musica a fianco e non ho mai pensato possibile che per me ci potesse essere un altro lavoro. Così per via di questi e tanti altri concerti che oggi ho ancora voglia di dirigere una rivista di anima come «Prog Italia»…

Ritorniamo a oggi. In tempi di Coronavirus ho voluto compilare un alfabeto dalla A alla Z, comprese le lettere di quello inglese (J, K, W, X, Y).  Di cosa? Dei concerti che ho visto nei soli anni 70, almeno un gruppo/artista per ogni lettera. Ammetto che per la X ho avuto molta fortuna. Nel 1979 trascorrevo il Natale a Londra e a quel punto, complice un’amica inglese, pure belloccia assai (ma di questa sezione della storia non parlo affatto), andai a vedere uno dei concerti dei grandi XTC per promuovere un album splendido come DRUMS & WIRES, altrimenti non avrei mai potuto completare questo alfabeto! Ma è solo un gioco, ovviamente.

Alcuni gruppi li ho visti più volte, perché in quel periodo vivevo la musica in modo quasi totalizzante (anche se a pensarci bene pure oggi non è che ci sia lontano). Certo ne mancano una marea di quelli “giusti” (rimpianti assoluti gli Who e i Led Zeppelin), però qualche serata l’ho “timbrata”: è il bello del tempo trascorso… mica ci possono essere solo i lati negativi nel diventare anziani… no, “vintage”, che suona meglio.

Non ho inserito il jazz perché altrimenti non finivo più. Non c’è Miles Davis, artista che non si può imprigionare per le sue innumerevoli vite musicali, perché la prima volta venne nell’ottobre 1969 al Teatro Sistina di Roma, quando già suonava tre brani di BITCHES BREW (Bitches Brew, Sactuary e Miles Runs the Voodo Down), mentre la seconda volta c’ero ma non può rientrare temporalmente in questo scritto, aprile 1982 al Teatro Tenda Pianeta Seven Up (dove oggi sorge l’Auditorium Parco della Musica). I concerti elencati li ho gustati quasi tutti a Roma, tranne molti a Londra durante quattro lunghi soggiorni (1974, 1975, 1976, 1979). Le location di allora erano davvero leggendarie per l’ambientazione, che rifletteva una vitalità artistica pazzesca; nella maggior parte dei casi sono cambiate radicalmente, come Palasport, Piper Club e Teatro Brancaccio di Roma o non esistono più (Marquee, Lyceum, Hope and Anchor, Rainbow Theatre, Hammersmith Odeon, The Nashville Room, Red Cow a Londra… Titan, Pit 77, Tenda Pianeta Seven Up, Tendastrisce, Music Inn, Folkstudio, Vun Vun a Roma… e tanti altri). Poi ho frequentato assiduamente qualche festival pop, allora bisogna dire valeva la pena andarci: Villa Pamphili, Caracalla, Villa Borghese, Centrale del Tennis al Foro Italico, Licola/Napoli. Poi i concerti nelle scuole e nelle Università occupate, tanti… a Roma, Milano, Padova… Diverse oggi le mappe dei luoghi della musica live vera fuori dalle rotte plastificate dei megaconcerti: tutto è diverso… soprattutto nello spirito…

Rileggendo di seguito i nomi di questa parziale lista devo ammettere che capisco meglio il trascorrere del tempo. Penso d’essere sempre quel “ragazzetto” del 1955 al primo concerto, mentre da quella notte sono trascorsi 50 anni. Ma l’energia di quella musica senza età ci mantiene sempre giovani perché è questa la sua magia…

A:

Area
Amon Duul II
Argent
Brian Auger’s Oblivion Express
Arti+Mestieri
Art Bears

B:

Banco del mutuo soccorso
Black Widow
Blue Morning
Jack Bruce Band
Black Sabbath
Arthur Brown
Edoardo Bennato
Jeff Beck
Brainticket

C:

Colosseum
Canzoniere del Lazio
Cervello
Curved Air
Cadmo/Massimo Urbani
Camel
Colosseum II
Joe Cocker
Alvin Curran
Caravan

D:

Delirium
Deep Purple
Francesco De Gregori
Fabrizio De André

E:

Ekseption
Tony Esposito
Electric Light Orchestra
Emerson Lake & Palmer

F:

Family
Eugenio Finardi
Flea
Formula 3
Fairport Convention

G:

Grand Funk Railroad
Genesis
Gentle Giant
Garybaldi
Rory Gallagher
Francesco Guccini

H:

Humble Pie
Henry Cow
Hawkwind
Hatfield and the North

I:

Incredible String Band
Ibis

J:

Jumbo
Jethro Tull
Juicy Lucy

K:

Kaleidon
King Crimson

L:

Claudio Lolli
Latte & Miele
Logan Dwight
La Monte Young

M:

Pierre Moerlen’s Gong
Mia Martini
Mahavishnu Orchestra
John Mayall

N:

New Trolls
Napoli Centrale
Nuova Idea
NCCP
Nucleus

O:

Osanna
Le Orme
Osibisa

P:

PFM
Perigeo
Pink Floyd
Shawn Phillips

Q:

Quella vecchia locanda
Quintessence

R:

Rovesciodella medaglia
Claudio Rocchi
Roxy Music
Rolling Stones

S:

Stormy Six
Alan Sorrenti
Semiramis
Demetrio Stratos
Santana
Cat Stevens

T:

Traffic
Trip
Tempest
Ten Year After
Tangerine Dream

U:

Uriah Heep
Uovo di Colombo

V:

Van Der Graaf Generator
Antonello Venditti
Il Volo
Van Morrison

W:

Weather Report
Robert Wyatt
Wild Turkey
West Bruce & Laing

X:

XTC

Y:

Yes

Z:

Frank Zappa

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