Libri, film, fantascienza e filosofia in una canzone dei Rush

Il decimo album dei Rush, GRACE UNDER PRESSURE, uscì il 12 aprile del 1984. All'interno, un brano ricco di riferimenti cinematografici e letterari.

24 dischi d'oro e 14 di platino, 25 milioni di copie vendute. Dal 1968 a oggi, il gruppo canadese dei Rush ha saputo muoversi con originalità dall'hard rock in stile Led Zeppelin verso lavori più complessi, con sonorità tipiche del progressive, tra chitarre acustiche e sintetizzatori. Poi, ancora, una fase rock elettronica e una heavy rock.

Insomma, non solo una serie infinita di album, ma anche una capacità straordinaria di affrontare generi tra loro molto diversi.  

GRACE UNDER PRESSURE, decimo disco in studio, esce il 12 aprile del 1984 e può essere considerato come l'ennesima prova di questa capacità. Un album ricco di sfaccettature, che consente ai Rush di sperimentare nuove sonorità, vicine al new wave e al neoprogressive.

Non solo atmosfere diverse, dominate da tastiere e sintetizzatori, ma anche un approccio ai testi, scritti sempre da Neil Peart, del tutto inedito.

Tra le tracce del disco ce n'è una, in particolare, che merita di essere ricordata per il suo testo, straripante riferimenti artistici: dal cinema, alla letteratura, alla filosofia. Si tratta di The Body Electric, pubblicata anche come singolo insieme a Between the Wheels, anch'essa proveniente dallo stesso album.

Partiamo dal titolo del brano. The Body Electic è un riferimento alla poesia di Walt Whitman I Sing the Body Electric. A sua volta, lo stesso titolo è stato ripreso in un episodio della serie televisiva fantascientifica The Twilight Zone, tratto da un racconto di Ray Bradbury.

One humanoid escapee
One android on the run
Seeking freedom beneath the lonely desert sun
Trying to change its program
Trying to change the mode, crack the code
Images conflicting into data overload.

Il brano parla della richiesta d'aiuto che un umanoide, un "uomo elettrico" appunto, rivolge agli ascoltatori. L'uomo elettrico vuole "spezzare il codice", "cambiare il programma" che lo rende robot per emanciparsi sino a raggiungere l'identità umana.

Il ritornello cita poi le cifre le cifre binarie 1-0-0-1-0-0-1 che corrispondono al numero decimale 73, cioè alla lettera ASCII (ovvero del codice standard americano per lo scambio di informazioni) "I".

Questa "I" è la lettera proibita nel romanzo distopico Antifona della scrittrice russa-americana Ayn ​​Rand, scritto nel 1937. Un libro che racconta un futuro non specificato, un'Era Oscura per l'umanità.

One zero zero one zero zero one
SOS
One zero zero one zero zero one
In distress
One zero zero one zero zero.

Insomma, un concentrato di poesia, fantascienza, distopia.

Ma c'è di più. Il videoclip del brano, diretto dai registi Rocky Morton e Annabel Janken, non si esime dallo scomodare il cinema e persino la filosofia greca. Contiene infatti immagini ispirate al film L'uomo che fuggì dal futuro (1971), primo lungometraggio del regista di Guerre Stellari, George Lucas, e cita il notissimo mito della caverna di Platone

Il mito della caverna, del resto, si è prestato più volte alla storia del cinema, con la sua idea della liberazione dell'uomo dalle catene dell'esperienza e il raggiungimento della pura conoscenza della realtà. Si pensi alla trilogia di Matrix, o al meraviglioso The Truman Show, diretto da Peter Weir.

Si è prestato meno alla musica e, per questo, la sua ripresa nella produzione dei Rush non fa che confermare l'innegabile talento della band.

Il riferimento alla filosofia e alla letteratura non costituisce, tra l'altro, un unicum in GRACE UNDER PRESSURE. Behind the Wheels, il singolo che venne estratto insieme a The Body Electric, cita infatti la poetessa Gertrude Stein ed Ernest Hemingway, mentre delinea la criptica immagine della ruota del tempo, che raccoglie, schiaccia o procede veloce accanto all'uomo. 

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