Quel bootleg che unì Jimi Hendrix e Jim Morrison

jimi hendrix

Da una delle jam session più famose della storia del rock nacquero diversi album non autorizzati che fecero il giro del mondo. Ecco la storia di BLEEDING HEART.

Il nome Bleeding Heart associato a Jimi Hendrix è immediatamente riconducibile alle fortunatissime versioni del pezzo, datato 1961, del bluesman Elmore James
Hendrix ha sempre dichiarato di aver tratto immensa ispirazione dai lavori di James e, per omaggiare il maestro, registrò diverse versioni del suo capolavoro; alcune più vicine allo stile blues del brano originale, mentre altre marcate da un sound più funk e con un tocco più personale

Generalmente si fa risalire la prima registrazione del brano da parte di Hendrix al 1965 o 1966 circa, mentre una delle più famose versioni live del pezzo venne eseguita (e registrata poiché l'intenzione era quella di usarla per un documentario sulla band) dai The Jimi Hendrix Experience nel febbraio del 1969.

Un'ulteriore versione in studio della canzone fu registrata nel giugno del 1970 ai nuovissimi Electric Lady Studios di New York, i famosi studi di registrazione fondati da Hendrix in persona, che il chitarrista poté sfruttare solo per pochi mesi prima della prematura scomparsa nel settembre del 1970.

Inoltre, sempre con il titolo di BLEEDING HEART, nel 1994 venne pubblicato un iconico bootleg, vi abbiamo parlato in questo articolo del fenomeno del bootlegging. Questa “copia pirata” era solo una delle tante, dato che lo stesso materiale è stato pubblicato in diversi album non ufficiali e con diversi nomi. Questa conteneva le registrazioni relative a una particolare esecuzione dal vivo risalente al 1968 e avvenuta al famoso club newyorkese The Scene, celebre per aver ospitato diversi eventi live sia di Hendrix che dei Doors.

Alla jam sessison in questione era presente anche Jim Morrison che, si dice, si esibì sul palco in preda ai fumi dell'alcol, tanto da non essere in grado di cantare una canzone dall'inizio alla fine e da riempire l'esibizione di urla e ingiurie. Durante le registrazione vennero eseguiti diversi brani da Hendrix e Morrison – aiutati da altri musicisti i cui nomi non si conoscono con certezza – fra i quali anche la sopracitata Bleeding Heart da cui prende il titolo il bootleg. 

Pare che i vari bootleg pubblicati traessero il loro contenuto da del materiale registrato e conservato da Hendrix stesso e sottratto dal suo appartamento in circostanze misteriose. 

Fra un tour e l'altro, Hendrix era solito esibirsi in contesti più rilassati, per esempio in alcuni club locali. Più volte, in queste occasioni, dimostrò la sua passione per le tecniche di registrazione utilizzando il suo registratore multitraccia per avere una prova tangibile delle proprie esibizioni live, anche solo per uso personale. Fu questo il caso della jam session al club newyorkese. Come dicevamo, pare che la registrazione sia stata rubata dall'appartamento newyorkese di Hendrix poco prima o poco dopo la morte dell'artista assieme a molti altri suoi beni sottratti da casa sua in quel periodo. 

Insomma, certamente alle spalle di tale album c'è stato un atto illegale, ma per molti i bootleg della jam session newyorkese sono stati un ottimo modo di tramandare ai posteri un momento iconico della storia del rock: l'unione di Hendrix e Morrison sullo stesso palco. Voi cosa ne pensate? 

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