Quando il manager dei Black Sabbath spaccò la faccia a Glenn Hughes

glenn hughes

Non fu un'esperienza piacevole quella di Hughes all'interno dei Black Sabbath, o meglio, di una band ideata da Iommi che li ricordava. Ecco cosa accadde. 

Glenn Hughes è un nome unico e non solo per via del grande talento del musicista, ma anche perché ha militato in alcune delle band più famose della storia. Parliamo, per esempio, dei Trapeze – considerati pionieri del folk rock – o dei Deep Purple, che per la loro enorme fama non hanno bisogno di presentazioni. Verso la metà degli anni 80, inoltre, Hughes si ritagliò un posto di spicco anche sulla scena heavy metal diventando, per un certo periodo, leader dei Black Sabbath (o meglio, come spiegheremo più avanti, di un gruppo creato da Tony Iommi che, per esigenze produttive, utilizzò il nome della band britannica). 

A quel tempo, i Black Sabbath avevano appena concluso il loro tour promozionale di BORN AGAIN, undicesimo album in studio, e avevano appena subito una grossa mutilazione a livello di formazione dato che l'allora frontman del gruppo, Ian Gillan, aveva deciso di abbandonare il progetto per fare ritorno fra le schiere dei colleghi Deep Purple che si erano appena riformati.

Anche il batterista Bev Bevan, chiamato dalla band l'anno precedente perché prendesse il posto di Bill Ward durante il sopracitato tour promozionale, decise di uscire dai Black Sabbath in quanto, a suo dire, si sentiva una pedina nelle mani di Tony Iommi

Così, la band si vide costretta a trovare qualcuno che sostituisse i due musicisti e fu in quel momento che Ward tornò a farne parte assieme a un allora sconosciuto cantante losangelino, David Donato. Con questa formazione, la band registrò una demo che, però, risultò insoddisfacente e portò all'uscita dal gruppo di Donato e Ward. Quest'ultimo si disse molto deluso dalla volatilità delle formazioni della band poiché non davano nessuna stabilità e non gli ricordavano per niente il progetto al quale era stato devoto. 

Dopo che perfino Butler decise di mollare, la band – a quel punto composta dal solo Iommi – sembrava essere in un punto di non ritorno. Così, Iommi, decise di mettere in pausa i Black Sabbath per un po' e di concentrarsi sul suo lavoro come solista per il quale arruolò diversi musicisti fra i quali figura anche il nome di Glenn Hughes. Questa formazione nata da un'idea di Iommi provò in studio per diversi mesi finché non si arrivò al loro primissimo lavoro: SEVENTH STAR

L'album finito venne messo nelle mani della Warner Bros la quale (come era già successo in passato) si rifiutò di pubblicarlo come lavoro esclusivo di Tony Iommi e preferì, invece, sfruttare l'ancora ottima popolarità della band utilizzando il nome dei Black Sabbath affiancato a quello di Iommi nonostante della formazione originale non vi fosse più nemmeno l'ombra.

Così, l'album venne pubblicato nel gennaio del 1986 come un lavoro dei Black Sabbath featuring Tony Iommi.

Questa cattiva scelta di marketing ottenne, però, l'effetto opposto a quello ricercato: l'album venne distrutto dalla critica in quanto non somigliava per nulla ai lavori precedenti della band. 

E Hughes, nonostante credesse nel lavoro portato avanti dalla band, non poteva che essere d'accordo:

Mi interessava il progetto di Tony Iommi ma non mi interessava usare il nome dei Black Sabbath. Glenn Hughes che canta nei Black Sabbath è come James Brown che canta nei Metallica. Non poteva funzionare.

L'astio covato da Hughes per un progetto potenzialmente di successo fallito solo per una scelta sbagliata che non era di sua responsabilità, portò il musicista – complice qualche bicchiere di troppo – ad attaccare il manager della band, John Downing, il quale per tutta risposta fratturò l'orbita oculare del cantante.

Con il viso dolorante e la voce compromessa dalla lesione, Hughes si ritirò per qualche tempo dai riflettori e si allontanò definitivamente dalla band britannica. Fu, così, la fine di una collaborazione che, secondo Hughes stesso, non avrebbe mai dovuto cominciare. 

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