I dettagli della copertina più elaborata dell’heavy metal

somewhere in time

“Il tempo perso, il tempo passato a imparare qualcosa che richiede tanto. È tutto lì, se leggi tra le righe.”

Adrian Smith, chitarrista degli Iron Maiden, spiegava così il senso di SOMEWHERE IN TIME. L'album, pubblicato nel Regno Unito il 29 settembre 1986, sarebbe potuto essere molto più sorprendente, se solo la band avesse accettato i testi e le canzoni proposte da Bruce Dickinson e Adrian Smith. Il sound, molto più folk, esprimeva la rinnovata voglia di Bruce Dickinson di raccontare storie.

Ma gli altri non erano convinti, né lo fu il loro manager: quel sound non apparteneva agli Iron Maiden, era un vestito che gli si cuciva male addosso. Allora il gruppo prese un'altra strada, deciso a esplorare altre sonorità, ma anche a rimanere fedele a se stesso.

Però parlando di questo disco non ci soffermeremo sui brani, quanto sulla sua copertina: impossibile non citarla, è un lavoro intessuto di dettagli e curiosità, di minuscoli riferimenti.

Nel suo insieme la copertina, disegnata da Derek Riggs (che affermò di aver impiegato tre mesi pieni per il lavoro, arrivando a vedere il disegno ogni volta che chiudeva gli occhi), è un capolavoro. Guardandola è quasi impossibile concentrarsi su un solo aspetto.

somewhere in time

Eddie, la mascotte che avrebbe accompagnato gli Iron Maiden per gran parte della loro carriera, questa volta è un cyborg ispirato da Blade Runner: il titolo del film compare sul pannello luminoso del cinema sul retro della copertina, accompagnato dal nome di Philip K. Dick, dal cui romanzo Do Androids Dream Of Electric Sheep? venne tratto il film.

Oltre a Philip K. Dick vengono ricordati anche Ray Bradbury, il cui nome compare sull’insegna del Bradbury Towers Hotel International, e Asimov, in Asimov Foundation, in riferimento alla serie Foundation da lui scritta.

Eddie è un cyborg anche nella raccolta SOMEWHERE BACK IN TIME: THE BEST OF 1980-1989, dove fa esplodere la piramide di POWERSLAVE (lì invece aveva preso i panni del faraone, ricordate?). La stessa piramide è ritratta sullo sfondo della copertina di questo disco - vi si può intravedere la figura della morte con la falce.

Insomma, se avete il vinile o il cd di SOMEWHERE IN TIME, tenetelo sotto gli occhi mentre leggete quanto segue: molti club sopravvivono in questa Londra distopica, come The Rainbow, The Marquee Club, Hammerjacks Night Club, tra i preferiti del gruppo che in alcuni di questi locali debuttò negli anni 70. Aces High Bar è un ovvio riferimento alla canzone Aces Highrilasciata sia come singolo sia nell'album POWERSLAVE.

Altri luoghi sono il ristorante Ancient Mariner Seafood Reastaurant, in riferimento a Rime of the Ancient Mariner, pubblicata in POWERSLAVE; si scorge anche lo speciale del giorno, stufato di albatro! L'Opera è un altro luogo ritratto, che si riferisce a Phantom Opera House dall’album IRON MAIDEN degli anni ’80. Nella copertina si scorge anche un personaggio avvolto in un mantello nero, spesso identificato con Batman, ma probabile riferimento proprio al fantasma dell'opera.

Tra i personaggi invece vediamo Nicko, che indossa occhiali da aviatore e una maglietta con su scritto “Iron What?”, la cui risposta era ovviamente “Iron Fuckin’ Maiden, that’s what!”; Bruce Dickinson con un cervello tra le mani, in riferimento all’album PIECE OF MIND; un Icaro che precipita tra le fiamme a ricordare Flight of Icarussingolo e parte di PIECE OF MIND.

Poi tante lingue, dallo "yhvh", nome di Dio in ebraico al neon, alle insegne russe e agli ideogrammi giapponesi, fino al Pizza Hut americano.

Un orologio segna le 23:58, e come non pensare subito alla 2 Minutes to Midnight pubblicata in POWERSLAVE e allusiva al Doomsday Clock, che calcola il tempo rimanente alla fine del

Insomma, i riferimenti sono infiniti, e ne abbiamo tralasciati moltissimi. Questo ci dà la misura dell'incredibile lavoro che gli Iron Maiden e Derek Riggs completarono su questo album.

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