Chi erano le tante Mary di Bruce Springsteen?

Foto di Richard E. Aaron Redferns

Il 1980 si chiudeva con un altro capolavoro di Bruce Springsteen: THE RIVER, che con Hungry Heart, Point Blank, Drive All Night, segnava un nuovo traguardo per un ragazzo poco più che trentenne e la sua E Street Band.

The River spiccava tra gli altri brani, per la mancanza della band, per la scelta di introdurre l’armonica e per la storia che raccontava. Ispirandosi alla storia di sua sorella Virginia, Springsteen raccontava la storia di un amore giovanile e sognante, messo all’improvviso davanti a una realtà che rischiava di soffocarlo.

Then I got Mary pregnant
And man, that was all she wrote
And for my nineteenth birthday I got a union card and a wedding coat.

Non è la prima volta che nelle canzoni di Bruce compare il nome Mary. Il nome, così evocativo, innocente e materno, era già presente anche in molti brani di altri artisti, a personificare una donna leale, che aspetta e perdona.

Mary compare, nelle canzoni di Springsteen, in Thunder RoadThe River. La troviamo anche all'interno dell'album NEBRASKA con Highway Patrolman e Reason to Believe. La tradizione continua anche con WRECKING BALL e la sua We Are Alive.

Gli esempi sono moltissimi, e anche se non mancano i nomi di altre donne (pensiamo anche solo a Rosalita), Mary sembra una costante misteriosa. E qui sta una chiave per capire il successo di Springsteen, che nella scelta di un nome così comune si rivela un vero cantastorie di tutti gli americani. Mary può essere una donna della sua vita, ma allo stesso tempo è tutte le donne che ha conosciuto. È sempre diversa e sempre uguale a se stessa. Ed è una porta per entrare in ogni brano che ne contenga il nome.

Perché Bruce, come nella magica The River, ispirata da una chiacchierata con suo cognato, che aveva perso il lavoro e doveva sostenere la sua famiglia, racconta le difficoltà, le aspirazioni, i sogni marci e quelli ancora vividi di ogni persona che lo ascolta.

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