Quando Freddie Mercury scrisse “Killer Queen” in una notte

queen 1974

Scritta per essere inserita nel terzo album dei Queen, Killer Queen si rivelò da subito una vera e propria hit, capace di dare alla band la svolta di cui aveva bisogno.

Nel febbraio del 1974, i Queen concludevano il loro primo tour e davano il via al secondo. Il disco di debutto, QUEEN, aveva già mostrato l'ampia gamma di possibilità musicali che poteva raggiungere la band: influenzato infatti dal rock progressivo e dall'heavy metal di quegli anni, il disco spaziava tra temi religiosi, miti, atmosfere medievali e fantastiche simili a quelle descritte da J.R.R. Tolkien - riferimento in realtà abbastanza usuale tra i gruppi dell'epoca.

QUEEN II, invece, pubblicato nel marzo del 1974, esplorava la strada dei concept album, realizzando una distinzione manichea tra bene e male piuttosto marcata - lo stesso LP si divideva in un White Side e in un Black Side

Ma con Killer Queen e il terzo album, SHEER ART ATTACK, la band rimescolò definitivamente le carte in tavola, dando vita a uno dei primi capolavori che li avrebbe consacrati come una delle più importanti formazioni internazionali.

Freddie Mercury raccontò di aver scritto il brano in una notte, e di averlo portato a compimento nei giorni seguenti. Nato come una meteora - prima il testo, poi la musica - Killer Queen fu poi arricchita e finalizzata con il resto della band. In realtà non con tutti: Brian May aveva scoperto di soffrire di una grave forma di epatite, motivo per cui il secondo tour era stato interrotto. In via di guarigione, il chitarrista dei Queen non fu lasciato indietro: la band aspettò che si rimettesse in sesto, e accolse le sue modifiche su Killer Queen.

Chi è la protagonista del brano?

Ebbene, la canzone non riguarda una regina, ma una donna altolocata che si dedica alla prostituzione. L'intento dichiarato di Mercury era di sottolineare come anche chi si trovava in posizioni sociali apparentemente intoccabili era incline alla corruzione del corpo e dell'animo.

Tempo dopo, Eric Hall (il promotore della casa discografica EMI) disse che Mercury, che ne era attratto, aveva scritto Killer Queen per lui. Questa interpretazione tuttavia non fu mai confermata da Mercury stesso, motivo per cui ci atteniamo alle parole del cantante. Anche se Freddie disse "preferirei che ognuno la interpretasse a modo suo".

She keeps Moet et Chandon, in her pretty cabinet
Let them eat cake she says, just like Marie Antoinette
A built in remedy, for Khruschev and Kennedy
At anytime an invitation, you can’t decline
Caviar and cigarettes
Well versed in etiquette
Extraordinarily nice
She’s a Killer Queen

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