Il concerto ritrovato di Fabrizio De André & la PFM

de andre pfm

Dell’esistenza di un video di un concerto di Fabrizio De André con la Premiata Forneria Marconi si parlava da molti anni. Storia di una leggenda divenuta realtà.

La conferma giunse nel 2008, nel libro Evaporati in una nuvola rock – Il diario ufficiale della leggendaria tournée, a cura di Guido Harari e Franz Di Cioccio. Si apprese che il concerto era stato filmato a Genova per un’emittente locale, Tivuesse Telesecolo (in sigla, TVS), a quanto pare contro il parere dello stesso cantautore, ma che alla fine non fu mai trasmesso. E quando TVS, nei primi anni 80, attraversò un momento di crisi (che sarebbe culminato, nel 1984, con l’assorbimento da parte di Rete 4 e quindi, di fatto, la sparizione), fu deciso di mandare tutto l’archivio al macero.

Tale ricostruzione è stata confermata di recente da Piero Frattari, il prezioso custode di questo tesoro: “All’epoca, facevo il videomaker per varie radio e tv. Era il gennaio del 1979 quando gli organizzatori mi proposero di registrare il concerto di De André con la PFM e ovviamente non mi feci pregare. In seguito, però, quelle videocassette finirono in un archivio, con l’intenzione di buttarle via. Fu solo per caso se riuscii a recuperare una parte del mio lavoro, che avrei poi catalogato nel database della mia società, la Vidigraph”.

Quello che è stato proiettato nei cinema italiani nel febbraio 2020, Fabrizio De André e PFM – Il concerto ritrovato, non è soltanto una live performance. Si tratta infatti di un docufilm diretto da Walter Veltroni, uno dei pochi politici italiani rockettari, il quale lo ha definito “un documento inedito di grande valore musicale e culturale, che mostriamo integralmente. Attraverso le interviste dei protagonisti, gli spettatori possono viaggiare nel tempo e nello spazio, fino alle porte del padiglione C della Fiera di Genova, quel 3 gennaio del 1979”.

pfm e de andré

Come s’intuisce dalle parole di Veltroni, sono stati coinvolti nella produzione di questo evento (quasi) tutti i protagonisti di quel tour, che divenne un vero e proprio spartiacque nella storia del rock italiano. De André, infatti, notoriamente poco a suo agio su un palco, aveva iniziato a suonare regolarmente dal vivo solo nel 1975, eseguendo però il suo repertorio in versione prevalentemente acustica. Quando la PFM suonò a Nuoro, nell’agosto del 1978, Faber, che da qualche anno aveva piantato le tende in Sardegna, andò a trovarli. Le due entità si erano conosciute ai tempi dell’album LA BUONA NOVELLA, quando Di Cioccio e soci ancora si chiamavano I Quelli ma erano già tra i più rinomati sessionmen italiani.

Fu proprio il vulcanico batterista a lanciare l’idea di un tour insieme: la voce e le splendide canzoni di De André, ma con gli arrangiamenti rock della PFM. “All’inizio”, avrebbe dichiarato De André, “l’idea di un tour con un gruppo rock mi spaventava. Ma in quel periodo ero tormentato da diversi interrogativi sul mio ruolo e alla ricerca di nuove motivazioni. Il problema fu risolto dalla PFM, che mi diede una spinta determinante verso il futuro: erano un gruppo affiatato con una storia importante, che aveva modificato il corso della musica italiana. Ed erano pronti a mettere tutto al mio servizio”.

Sulla carta, il progetto era rischioso”, ricorda il tastierista Flavio Premoli. “Fabrizio non amava suonare dal vivo, ma con quel tour poteva sentirsi protetto da una band. Inoltre, lui viveva di provocazioni e quando gli sconsigliarono di mischiare rock e canzone d’autore la prese come una sfida. E i risultati furono quelli che conosciamo”.

E in effetti, nonostante il poco tempo a disposizione (con i membri del gruppo costretti a dividersi tra loro gli arrangiamenti per far prima), il risultato è spettacolare e, oltre che rappresentare un punto di rottura per il solitamente fin troppo cauto mondo della canzone italiana (dove fino a quel momento gli artisti tendevano a evitarsi, più che a confrontarsi), si trasformò anche in un enorme successo, sia ai botteghini di vendita dei concerti e sia, successivamente, nelle trasposizioni su vinile (a FABRIZIO DE ANDRÉ IN CONCERTO – ARRANGIAMENTI PFM si sarebbe affiancato, l’anno dopo, un secondo volume).

Riascoltare 40 anni dopo queste canzoni rivisitate dalla Premiata è davvero corroborante. Vederli tutti insieme sul palco, poi, una vera emozione, senza dimenticare le presentazioni di Faber, sempre con quella distaccata ironia da cui trasuda, comunque, la palpabile gioia di aver ridato letteralmente nuova linfa a una ventina di capolavori.

Le esaltanti performance, nel docufilm, sono quindi intervallate dalle testimonianze dei protagonisti d’epoca: c’è naturalmente Dori Ghezzi, la compagna di Fabrizio; c’è David Riondino, a cui toccò l’ingrato compito di tener buono il pubblico prima dell’arrivo delle star; c’è il fotografo Guido Harari, i cui splendidi scatti in concerto e backstage illustrarono i vinili. E poi ci sono i musicisti della band: Franz Di Cioccio e Patrick Djivas (i due attuali depositari della sigla PFM), ma anche gli ex Flavio Premoli (memorabile il suo arrangiamento per fisarmonica ne Il giudice) e Franco Mussida (immenso chitarrista, ma anche protagonista del duetto vocale con De André in dialetto gallurese, su Zirichiltaggia). Mancano, ed è un vero peccato, interviste ai due musicisti aggiunti per quel tour, il tastierista Roberto Colombo e soprattutto Lucio Fabbri, che col suo pazzesco violino caratterizzò molti dei brani portati sul palco in quei concerti davvero straordinari.

Che, finalmente, hanno rivisto la luce. E che, non c’è dubbio, presto saranno anche pubblicati su supporto fisico.

 

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