Led Zeppelin, i segreti dietro la copertina più inquietante

L'album senza nome e senza firma dei Led Zeppelin è ricco di significati e simbolismi affascinanti. Volete saperne di più su uno dei più complessi artwork mai realizzati?

Lo chiamiamo LED ZEPPELIN IV perché non gli è stato conferito un nome, o meglio un solo identificativo titolo. Così il quarto album in studio dei Led Zeppelin apre le scene con una scelta azzardata dopo il successo di LED ZEPPELIN III (1970) tale da destare preoccupazione commerciale per l'Atlantic Records. Tuttavia l'opera discografica del 1971 porta con sé una collezione di 8 meravigliosi brani, tra cui spicca Stairway To Heaven, per un totale, ad oggi, di oltre 23 milioni di copie vendute. Il successo dell'album, quindi, oltre alla qualità artistica dei pezzi, gode di un misterioso artwork che invita lo spettatore a una decifrazione delle immagini. 

Partiamo da una chiara contrapposizione tra la front cover e la back coverDavanti affiora il ritratto di un vecchio contadino piegato sul fascio di bastoni che trasporta. Una cornice antica, rovinata dal tempo e incastonata su una parete decrepita, dall'intonaco visibilmente rovinato. Sul retro, invece, un moderno scorcio di un quartiere di Birmingham dove, tra le case locali tradizionali, spicca un grattacielo, simbolo dell'avanzamento industriale e tecnologico. Il vecchio eremita si piega davanti all'ascesa del progresso, nella consapevolezza che la spiritualità e la purezza di una vita bucolica si stanno sfaldando. 

E, nonostante il dipinto che appare sulla copertina sia stato acquistato da Robert Plant in un negozio di antiquariato, il contadino ritratto potrebbe nascondere qualcosa di più. Dettagliati studi sul significato dell'opera hanno infatti rievocato il nome di George Pickingill, un bracciante inglese morto agli inizi del Novecento e considerato uno stregone popolare. Proprio negli anni Settanta lo scrittore Bill Liddell ha incominciato a narrare di questo personaggio, tra massoneria, folclore e stregoneria. Secondo Lidell, a inizio Novecento, Pickingill e Aleister Crowley, maestro dell'occultismo, avrebbero frequentato la stessa congrega esoterica.  

L'unica fotografia a testimonianza sembra però essere stata perduta, ma il celebre Mr. Crowley cantato da Ozzy Osbourne lancia un velo di occultismo sull'album. Basti pensare che il chitarrista Jimmy Page è un devoto appassionato di scienze occulte e all'epoca comprò addirittura il cottage di Crowley a Loch Ness. Tutti elementi che avvolgono l'album con un'aura ottenebrata, che vive delle leggende metropolitane sul testo di natura satanica di Stairway To HeavenE a proposito di significati oscuri, una lettura particolare la meritano le famose rune nascoste.

Sembra infatti che l'Atlantic Records abbia accettato di non apporre la firma della band sul disco a patto che ognuno dei musicisti lasciasse un simbolo nascosto all'interno. Così sono nate le rune, quattro segni antichi e magici infinitamente interpretabili. Quello più celebre appartiene a Page, che rievoca la scritta ZoSo, secondo alcuni il vero titolo dell'album, ma che in realtà non simboleggia quella parola. Il vero significato è ad oggi sconosciuto e noto solo allo stesso chitarrista. Il batterista John Bonham e il bassista e tastierista John Paul Jones scelgono invece rispettivamente i tre cerchi intrecciati e la triquetra, trovati sul Libro Dei Segni del tipografo tedesco Rudolph Koch, stampato prima nel 1930 e poi nel 1955.  

Si tratta di disegni poliedrici che rispondono ai temperamenti dei due musicisti, burrascoso il primo, quieto il secondo. Tuttavia Bonham potrebbe aver scelto il suo per la similarità con la forma della batteria. Secondo Page, invece, Robert Plant disegnò il suo, riprendendo l'unità del cerchio con all'interno una piuma d'oca o di struzzo, papabile simbolo di scrittura, poesia e autorialità. Infine compare un ultimo simbolo, il triplo triangolo, sinonimo di fertilità femminile e riconducibile alla cantante folk Sandy Denny. Fu lei a duettare con Plant nella canzone The Battle Of Evermore e nascose nelle retrovie della copertina la sua firma runica. 

Ma la terza traccia dell'album non è l'unica a rievocare un rimando iconografico in copertina. Si dice infatti che accostando la copertina interna a uno specchio si ottenga l'immagine di un animale, forse quel Black Dog che fu per la band ispirazione per l'omonima canzone di un amore disperato.

Così i Led Zeppelin ci raccontano la sfrontata scalata verso il loro obiettivo, la ricerca di un'armonia perduta con lo sfrenato progresso. Il desiderio di affidarsi a una realtà parallela, piena di simboli. Ma questo è poco, o forse nulla, rispetto a quello che la copertina evoca, nascondendo la ricchezza del duro lavoro dei Led Zeppelin

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