Tutti i segreti della chitarra “bastarda” di David Gilmour

David Gilmour Pink Floyd

Anni fa abbiamo incontrato Phil Taylor, da anni assistente tecnico di David Gilmour, per esaminare nel dettaglio l’equipaggiamento che la leggenda dei Pink Floyd ha usato per evocare i paesaggi sonori della band. In particolare, una chitarra tra tutte...

Testo: Jeff Slate | Foto: Kevin Westenberg

La Strato nera

In un certo senso, la chitarra più famosa di David Gilmour è una “bastarda”. La comprò nel maggio del 1970 da Manny’s Music a New York, nel corso di un tour dei Pink Floyd. Poche settimane prima, aveva già comprato la sua prima Fender Strato nera da Manny’s, ma gliel’avevano rubata, assieme a molte delle attrezzature dei Floyd.

Il gruppo aveva cancellato le rimanenti date americane, ma David tornò al negozio e prima di rientrare in patria ricomprò la chitarra. Quella Strato nera fu usata da Gilmour per la prima volta al Festival di Bath, nel giugno del 1970. Per una fortunata coincidenza, anche Phil era al concerto – 4 anni prima che iniziasse a lavorare come tecnico per i Floyd.

Negli anni 80 Gilmour sostituì molte delle sue vecchie Fender con le riedizioni 1957 prodotte in quegli anni dalla Fender e la Strato nera fece bella mostra di sé negli Hard Rock Cafe a Dallas e Miami fino al 1997, dopodiché Gilmour la usò nel 2005 quando i Floyd si esibirono al Live 8. Resta il suo strumento più classico.

Modificata

Come attesta un esame approfondito dell’originale Strato nera, si tratta di una chitarra che ha subito molte modifiche. In origine era una Fender del 1968 con il corpo centrale dipinto di nero sull’originale colore sunburst. Aveva un manico di acero tipico delle Fender fine anni 60 (con la paletta più larga) e 21 tasti, ma su THE DARK SIDE OF THE MOON e WISH YOU WERE HERE ne fu usata una versione col manico di palissandro.

A intorbidire ancora di più le acque, in seguito si ritrovò un manico modello Charnel dai bordi più smussati. Quando tornò dall’Hard Rock Cafe, era danneggiata e priva di manopole, per cui le modifiche sono proseguite. Qui sotto trovate uno sguardo d’insieme sulle condizioni attuali di questa Strato in perenne evoluzione.

A livello discografico, questa chitarra appare in brani classici come Money, Shine On You Crazy Diamond, Comfortably Numb e altri ancora. Osservate con attenzione il documentario sul concerto di Pompei, quando per Gilmour era ancora “nuova” e aveva un battipenna bianco.

1. Esaminando la chitarra, si vedono chiaramente i segni degli interventi dove fu innestato il ponte Kahler per il vibrato.

Fender strato nera David Gilmour
2. Negli anni 70 Gilmour provò a innestare un attacco HIR per mandare il segnale a una fuzzbox e poi di nuovo nella chitarra. Da allora è stato rimosso e l’innesto chiuso.
Fender strato nera David Gilmour

3. Il battipenna nero fu aggiunto nel 1974 e fu fatto a mano, visto che la Fender non li realizzava. Il selezionatore pickup a cinque uscite arrivò nel 1985, sostituendo quello originale a tre. Le levette permettono delle scelte indipendenti tra i pickup per un “tono simile alla Jazzmaster”

Fender strato nera David Gilmour

4. Il manico e il pickup di mezzo sono del 1971 – e tutta la sezione di assemblaggio dei pickup deriva da una Fender Strato del 1971 ed è stata montata nel 1973. Il pick vicino al ponte è un SSl-1c Seymour Duncan customizzato, installato nel 1979 a sostituzione di un DiMarzio FS-1.

Fender strato nera David Gilmour

5. Quando le proprietà tonali del ponte Kahler innestato nella Strato nera non si rivelarono soddisfacenti, le tre molle originarie del vibrato furono innestate direttamente nel vano. Notate gli effetti sul corpo della chitarra dopo anni di uso intensivo

Fender strato nera David Gilmour

6. Attualmente, la Strato nera ha un manico di acero preso da una Fender del 1983 della linea “Vintage 1957”, con un raggio di curvatura della tastiera di 7,25 pollici (circa 18 cm) e 21 tasti. L’accordatura è gestita da un sistema di chiavette Fender/Gotoh vintage style.

Fender Strato Nera David Gilmour

7. Notate la barra del vibrato accorciata, che misura poco più di 10 cm. “Non è nulla di speciale. Oggi la Fender le fa così corte, ma io ai tempi l’accorciai. Il braccio è avvitato a fondo, così non ciondola. E David preferisce tenere sempre la punta della barra nel palmo. Non decide mai prima se suona un vibrato con le dita o con la barra, o magari una combinazione, ma con una barra più lunga potrebbe trovarsi costretto a suonare più vicino al manico, e a quel punto – per il modo in cui suona – il vibrato sarebbe un’azione ‘staccata’ dal suonare. In questo modo, è più ‘integrata’. Non capita spesso che suoni l’elettrica senza usare il vibrato”.

Fender Strato Nera David Gilmour

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