I primi titoli di 15 album classic rock

La creatività può spesso portare a forti indecisioni, specie quando si parla di grandi gruppi e artisti. Oggi, conosciamo determinati album per la forza dei loro titoli che, in alcuni casi, avrebbero rischiato di non comparire mai in copertina. 

Scoprire i titoli scartati degli album che hanno fatto la storia del rock può permettere ai fan di entrare nel vivo del processo creativo con cui sono nati. Così come il nome di una band non è composto solo da parole, anche i titoli degli album hanno un impatto significativo sulle loro vendite. In questa classifica, vi presentiamo alcuni album entrati negli annali del rock, i cui titoli originali divergevano profondamente dall'ultima scelta adottata.

The Beatles - ABRACADABRA/REVOLVER

Nel corso della nostra top vedremo che i Beatles hanno sempre provato forte indecisione riguardo i titoli dei loro album. Il titolo originale per REVOLVER sarebbe dovuto essere ABRACADABRA, ma alla fine la band riuscì a trovare un giusto compromesso durante un brainstorming grazie al doppio significato assunto dalla parola. 

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The Beatles - selftitled/A DOLL'S HOUSE 

Meglio conosciuto come WHITE ALBUM, l'omonimo dei Beatles avrebbe avuto un altro titolo se questo non fosse già stato preso dai Family, gruppo prog rock inglese. La band aveva già pronto anche un artwork ad opera dell'artista John Patrick Byrne che fu, poi, scartato insieme all'idea originale. 

The Beatles - ABBEY ROAD/EVEREST 

Pur essendo stato rilasciato prima di LET IT BE, ABBEY ROAD contiene le ultime sessioni incise da tutti e quattro i Beatles insieme. Inizialmente, il piano della band era di recarsi sull'Everest e scattare una foto per la copertina del disco che avrebbe avuto il medesimo titolo. L'urgenza di terminarne le incisioni, però, li spinse ad immortalare l'iconico scatto all'esterno dello studio inglese e a cambiare rotta per il titolo. 

The Beatles - GET BACK/LET IT BE 

Alla fine del 1968, le tensioni tra i membri dei Fab Four erano alle stelle e ne avrebbero causato, di lì a poco, lo scioglimento. I piani di Paul McCartney di ristabilire il gruppo tornando alle origini trovarono ben presto negli attriti sorti tra i membri della band, un ostacolo insormontabile. Al di là di questo, i Fab Four riuscirono a incidere un album memorabile, il cui titolo fu al centro di forti indecisioni. 

Bon Jovi - NEW JERSEY/SONS OF BEACHES 

Dopo essere saliti sulla stratosfera con SLIPPERY WHEN WET, i Bon Jovi vollero provare al mondo di non essere una band di passaggio, siglando un altro successo. Inizialmente intitolato SONS OF BEACHES, il disco fu, poi, rinominato come lo stato d'origine del frontman. 

David Bowie - Young Americans/Shilling The Rubes 

Basato sul soul e sull'R&B, questo disco fu al centro di forte indecisione da parte del Duca Bianco che, dopo aver pensato ad innumerevoli titoli basati su brani omonimi, decise di optare per YOUNG AMERICANS. 

David Bowie - LOW/NEW MUSIC NIGHT AND DAY 

Nella seconda metà degli anni '70, Bowie toccava il picco della fama e delle dipendenze da stupefacenti. Nel tentativo di ripulirsi, il Duca si recò in un appartamento a Berlino con Iggy Pop, dove il cantante cominciò a lavorare ad un nuovo album, LOW. Il titolo originale proveniva dal lunghissimo processo creativo che portò Bowie a creare nuova musica, ma fu cambiato alla fine. 

Cheap Trick - AMERICAN STANDARD/HEAVEN TONIGHT 

Il titolo originale, provocatorio, del disco dei Cheap Trick del 1978 giustifica lo scatto immortalato in un bagno che gli fa da copertina. Alla fine, la band optò per un titolo più d'impatto, ma la foto originale rimase in front cover. 

The Clash - LONDON CALLING/LAST TESTAMENT 

Un disco ricco di influenze unite al punk inconfondibile della band che, dopo un momento di indecisione, ha trovato il titolo con cui è entrato nella storia. 

 Led Zeppelin - PRESENCE/OBELISK 

Il settimo album dei Led Zeppelin non aveva un titolo durante le prime sessioni di incisione tenutesi a Los Angeles. Robert Plant voleva intitolarlo THANKSGIVING, visto che fu complicato un giorno prima la celebre ricorrenza statunitense. La copertina ideata da Hipgnosis, però, suggerì un nuovo titolo: OBELISK. Alla fine, la band decise di intitolarlo PRESENCE per la singolare energia mistica emessa dalla loro musica in quei giorni. 

Nirvana - NEVERMIND/SHEEP 

Dopo il successo underground di BLEACH, i Nirvana erano pronti per spiccare il volo, se solo non fosse stato per lo scetticismo e l'idiosincrasia con cui Kurt Cobain vedeva la fama. NEVERMIND avrebbe dovuto intitolarsi SHEEP proprio per la sua attitudine critica e anticonformista posta contro le masse, ma quando la band firmò con una major decise di cambiarne il titolo per ovvi motivi etici. 

U2 - THE JOSHUA TREE - THE TWO AMERICAS 

Con i loro primi quattro album, gli U2 conquistarono le masse con un sound post punk fresco e travolgente. Arrivati al quinto disco e, rimasti profondamente affascinati dagli Stati Uniti, i membri del gruppo e, in particolare Bono, decisero di indirizzare il loro prossimo lavoro verso atmosfere "americane". Il fotografo Anton Corbijn decise di scattare alcune foto nel deserto del Mojave, dove Bono si imbatté nei Joshua Tree, piante dal forte significato religioso e dall'aspetto unico. 

The Who - TOMMY/ THE DEAF, DUMB & BLIND BOY 

Prima di ricevere il titolo finale, il capolavoro operistico degli Who del 1969 fu nominato in maniera fin troppo esplicativa, rivelando i particolari dell'identità del protagonista: un giovane disagiato che, crescendo, diventa un capo spirituale

Metallica - KILL 'EM ALL/METAL UP YOUR ASS 

I Metallica sapevano che il titolo del loro album di debutto sarebbe dovuto essere di forte impatto. Il disco andò incontro a non poche peripezie a causa del titolo fin troppo provocatorio con cui i membri della band avevano intenzione di farlo uscire. Per questa ragione, il gruppo prese ispirazione dalle parole al vetriolo di Cliff Burton contro l'industria musicale per fornire al disco un nuovo titolo.  

Fleetwood Mac - RUMOURS/YESTERDAY'S GONE 

Il passato non smetteva di osteggiare il quieto vivere dei membri dei Fleetwood Mac che, nel periodo di sviluppo del disco, andavano incontro a diversi problemi. John e Christine McVie divorziarono dopo otto anni di matrimonio. Lindsey Buckingham e Stevie Nicks si lasciarono, mentre Mick Fleetwood divorziò per un tradimento, trovando, poi, conforto tra le braccia di Nicks. Insomma, l'ambiente non era per niente confortevole dal punto di vista creativo, ma la band riuscì a trarre il meglio da quell'esperienza, siglando un capolavoro. 

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